febbraio 10, 2007

4.11 - Spedizione contro il redivivo

Una discreta folla di curiosi circondava le scalinate della Cattedrale di Sinth quando Lucian, Ivan e Gordianus si avvicinarono al tempio. Si fecero largo tra la gente, che osservava ammirata quello che stava accadendo sul sacrario. Tra le alte colonne e le imponenti statue, proprio davanti alla porta della cattedrale, una schiera di paladini e templari stava salutando l'uscita della Custode del Culto.
Chiedendo il permesso ad una delle accolite, i tre avventurieri furono condotti all'interno, dove Bree stava terminando la benedizione delle proprie armi. La Custode del Culto era vestita con la tunica e le armi dell'ordine dei paladini di Sinth. Aveva indossato le vestigia delle grande battaglie e aveva dipinto le lacrime della dea madre al di sotto degli occhi. Appena finito di benedire la sua spada, la rinfoderò e si accorse dell'accolita, che introduceva gli avventurieri.
"Gordianus! - Esclamò la sacerdotessa - E' un piacere rivederti. Purtroppo non ho molto tempo."
"Che succede?" Domandò il mezzodrago.
"Una spedizione di emergenza, presso un santuario abbandonato a pochi chilometri da Keremish, lungo la strada mercantile. Sembra che durante la notte, un folle abbia completato il rituale per trasformarsi in nonmorto, ed un lich ha preso vita."
Lucian e Ivan avevano già sentito questa storia. Tempo addietro, un signorotto aveva proposto loro una missione che riguardava il fratello, il quale era un potente incantatore con tutte le intenzioni di divenire un lich. Ma si erano impegnati in altre missioni, e il tipo non si era più fatto vedere. Ma che qualcuno si stesse preparando a quel rituale presso il santuario sulla strada mercantile ad ovest era una notizia a loro nota da tempo. Tuttavia preferirono non farne parola con Bree.
"Abbiamo bisogno di aiuto... stanotte alcune streghe si riuniranno al cimitero." Riferì Lucian.
"Non posso aiutarvi, - rispose Bree - abbiamo una missione da compiere."
"Andiamo anche noi!" Propose Ivan.
Lucian si fece sfuggire una risatina, poi capì che il guerriero diceva sul serio.
"C'è una legione di paladini assieme a noi!" Aggiunse Gordianus.
"Possiamo unirci alla spedizione?" Chiese Lucian alla Custode del Culto. La sacerdotessa era piuttosto sorpresa dalla domanda. Andare a caccia di lich era molto pericoloso, molti dei paladini che fieramente innalzavano inni alla chiesa sarebbero morti.
"Non rifiuteremo l'aiuto di nessuno!" Rispose infine Bree.

La folla salutò con grida di giubilo il passaggio delle forze del bene che andavano a sradicare il male a pochi passi dalla città. Ora che la città sembrava sprofondata in un'aura di paura, ogni spiraglio di luce era accolto come un miracolo. La sacerdotessa cavalcava in testa alla legione, la seguivano 40 soldati in armatura scintillante da templare. Dietro di loro, Lucian, Ivan e Gordianus, mercenari aggiunti alla missione.
Oltrepassarono i cancelli di Keremish e imboccarono la strada mercantile ovest accompagnati da squilli di tromba suonati dall'alto delle mura e delle torri di vedetta. Dopo circa due ore di marcia giunsero al tempio abbandonato.
Del santuario restavano in piedi solo quattro colonne, che si alzavano spezzate per qualche metro su un piano lastricato di pietre levigate. Attorno ai ruderi del santuario avevano costruito le loro case qualche fattore e alcuni allevatori. L'ingresso ai sotterranei del tempio, le cripte, si affacciava sulla strada ed era poco più che un buco in terra chiuso da una lastra di marmo.
"L'energia negativa viene da là sotto" Indicò Bree scendendo da cavallo.
Alcuni paladini si mossero verso l'ingresso delle cripte e forzandole la pietra con la spada ribaltarono la pietra di lato. La Custode del Culto diede un ordine silenzioso. I soldati sfoderarono le lame e si lanciarono nel buio della cripta, uno dopo l'altro. Seguirono alcuni minuti di silenzio, poi le prime grida, seguite dai rumori della battaglia. Colpi di spada, tintinnii di armature. Bree ordinò ai quattro templari rimasti a proteggerla di muoversi ai lati della porta, per cogliere di sorpresa qualsiasi cosa uscisse. Gli avventurieri sfoderarono le armi ed attesero assieme a lei.
Di colpo un tentacolo uncinato schizzò fuori dal buio e agguantò un paladino per il cranio, strattonandolo dentro. Seguirono urla. Un altro paladino entrò di corsa, nel tentativo di salvare il compagno. Altri rumori di colluttazione, poi il silenzio. Lucian, Ivan e Gordianus scivolarono ai lati dell'apertura, a dare supporto ai due paladini. Dopo pochi secondi, un Mohrg uscì dalla cripta sferzando l'aria con le sue frattaglie tentacolari.
I colpi di spada si abbatterono sulla creatura ferocemente, poi la sacerdotessa sfoderò il simbolo sacro e con un potente lampo di energia positiva disintegrò completamente la creatura.
"Un Mohrg... - commentò Bree - E' un nonmorto molto potente... come può averlo evocato?"
Ma non ebbe il tempo di ragionarci. Altri due nonmorti dello stesso tipo uscirono dal buio attaccando con i loro tentacoli mollicci e uncinati. Uno dei paladini fu dilaniato. Quando il primo dei due Mohrg cadde a terra con il cranio sfondato l'altro attese, per attirare gli avversari nel buio. Ma nessuno degli avventurieri cadde nella trappola. Affrontarono anche il secondo nonmorto e lo sconfissero. A quel punto Bree ordinò all'ultimo soldato rimasto di scendere a dare supporto ai sopravvissuti, che ancora si sentivano lottare e combattere.

Una luce verde illuminò per qualche frazione di secondo il pavimento lastricato del santuario, quindi la roccia si disintegrò lasciando al suo posto un buco di sei metri di diametro. Dal centro della voragine emerse volando il lich. Con un colpo di telecinesi fece crollare l'ingresso alla cripta.
"La Custode del Culto in persona! - Disse, notando la presenza di Bree - Quale onore! Ma non c'è peccato per il quale io debba essere punito! Ho abbandonato le mie vesti mortali per risorgere come creatura eterna. Voi, esseri di carne viva, non mi fermerete. Non più, ormai!"
Invece di replicare verbalmente, la sacerdotessa tese in avanti il simbolo sacro e esplose un altra ondata di energia positiva. Purtroppo non ebbe effetto. Il lich rise istericamente. Brandelli di carne si staccavano dalla sua faccia, essiccati e decomposti. Gordianus passò all'azione, si avvicinò alla voragine e spalancando le fauci emise un potente soffio di gelo. Il nonmorto fu investito in pieno e quando il paladino richiuse la bocca sembrava averlo completamente assiderato. Ma non era così. Il nonmorto spaccò il ghiaccio che lo ricopriva ed estese la mano, ripagando con la stessa carta i suoi avversari. Un cono di gelo di forza devastante investì i quattro avversari. Tutti, tranne Gordianus che era immune al freddo, riportarono tremende ustioni da freddo. Mentre Bree tentava di curare le ferite a se stessa e ai suoi compagni, Ivan corse verso la colonna più vicina. Con la forza che possedeva, iniziò a scalarla velocemente aggrappandosi direttamente sulla roccia, come se l'armatura non gli desse affatto impedimento. Lucian beneficiò di uno scudo amico lanciato da Bree, quindi decollò volando verso il nonmorto ed iniziò a colpirlo con la sua spada. Gordianus non sapeva cosa fare, ma pensò che se avesse abbattuto una colonna avrebbe avuto qualche speranza di centrare il lich sospeso in aria.
La Custode del Culto scagliò raggi roventi contro il mostro. Il lich però sembrava sfruttare tocco del vampiro per riprendere energie, succhiandole al mezzelfo con il quale stava combattendo. Per fortuna dall'alto giunse Ivan! Lanciandosi da una colonna con uno sforzo sovrumano, riuscì a raggiungere il nonmorto. Mentre volava in aria il suo volto si trasformò in quello del suo animale totemico, il furioso ghiottone, e stringendosi sul corpo rinsecchito del lich affondò le zanne nella carne del nemico. Lucian pensava di approfittarne per curarsi, ma quando ebbe estratto la bacchetta si rese conto che poteva usarla per ferire! Colpì il lich infliggendo alla creatura danni da energia positiva: se per sbaglio avesse colpito Ivan, lo avrebbe curato.
"Maledetti!" Gridò il mago nonmorto. Riuscì anche da immobilizzato a lanciare un teletrasporto, e comparve alle spalle della sacerdotessa. Ma Bree non era così indifesa come sembrava. Indietreggiò di qualche passo e utilizzando una delle sue pergamene evocò dal cielo una esplosiva colonna di fuoco, che si abbatté sul povero lich consumandone carni ed ossa, incenerendolo all'istante.

Lucian aveva afferrato Ivan al volo per evitare che cadesse nel vuoto, e lo riportò a terra. Gordianus smise di colpire la colonna, ormai era inutile.
"Dobbiamo ritrovare il filatterio!" Disse Lucian.
"Non abbiamo fretta... il lich impiegherà almeno un giorno intero a rigenerarsi. Rivolteremo quella cripta da cima a fondo finché non recuperemo il ricettacolo dove ha riposto la sua anima."
Così fecero, ed infatti il filatterio si trovava in una delle tombe. Il lich non aveva avuto il tempo di nasconderlo meglio. Gordianus e Ivan lo colpirono con forza fino a spaccarlo. Sì udì un flebile grido di agonia dissolversi nell'aria quando lo scrigno metallico si spaccò. Il lich era morto.
Dei 40 uomini di Bree ne erano rimasti in vita solo dodici.
"Costruiremo un nuovo santuario su questi resti, e lo intitoleremo alla memoria dei ventotto paladini che hanno dato la vita per salvare Keremish da questa spaventosa minaccia."
Quindi la Custode del Culto risalì a cavallo, e tutti insieme tornarono in città.

febbraio 09, 2007

4.10 - Strega, streghe, stregone

Lucian entrò nello studio di Milos che la lunga alba di sangue non aveva ancora abbandonato il cielo della mattina. Il mago se ne stava curvo su un tomo, illuminato da due candele la cui fiamma brillava di luce azzurra. Quando il ranger entrò, sollevò lo sguardo sopra gli occhiali (e sotto le folte sopracciglia bianche) e lo invitò a sedersi.
"Qual buon vento ti porta?"
"Non molto buono... - Rispose Lucian - Siamo tornati dalla nostra seconda incursione sull'isola di Wabbekee e sembra popolata da potenti creature, al di sopra delle nostre forze..."
"Oh, già! Quelle creature! - Lo interruppe Milos - Abbiamo esaminato il cadavere in decomposizione che avevate lasciato sulle rive del fiume!"
"Non era in decomposizione!" Si stupì il ranger.
"Putrefazione accelerata innaturale! Interessante, vero?" Chiarì il mago. Chiuse il libro e saltò giù dalla sedia. In piedi era ancora più basso che da seduto. Poggiandosi sul suo bastone si diresse verso uno scaffale e raccolse una serie di scartoffie.
"Io e i miei accoliti abbiamo trovato cospicue tracce di energia divina nelle carni di quel gigante... l'intera struttura di quella creatura ne era imbibita... era come se l'energia divina in qualche modo lo sostentasse." Spiegò, mentre allargava alcune pergamente sul tavolo, facendosi spazio tra libri e arnesi per l'analisi magica. Sollevò di nuovo lo sguardo su Lucian e riprese:
"Non sapevamo che Wabbekee stesse conducendo esperimenti così interessanti. Quando dieci anni fa abbandonò l'isola e si trasferì a Keremish, non proseguì alcuna ricerca e non ci parlò di alcuna scoperta. Ritenevamo che tutti i suoi sorzi non l'avessero condotto a nulla di concreto. Poi scomparve, dopo qualche mese. Nessuno di noi lo vide più, ma forse siamo in grado di rintracciarlo."
Lucian ascoltava, ma nel frattempo stava rimuginando su altre questioni, cioè sul vero motivo che lo aveva condotto da Milos quella mattina.
"Forse quelle creature erano normali esseri umani prim degli esperimenti di Wabbekee. - Disse - Se Wabbekee era in grado di potenziare in quel modo i suoi alleati, non potremmo fare altrettanto anche noi? Nella nostra ultima incursione Gordianus è stato ucciso (anche se siamo riusciti a riportarlo in vita) e anche gli altri membri del gruppo hanno riportato gravi ferite... Ho sentito che esiste una malattia chiamata licantropia. Modifica il fisico e la mente dell'ospite trasformandolo in una bestia assetata di sangue. Ma se trovassimo il modo di salvare la mente dalla trasformazione..."
Milos lo interruppe, aggiustandosi gli occhiali con due dita. "Esistono numerosi metodi magici per potenziare un combattente... incantesimi potenti che sono andati perduti... possiamo condurre ricerche in quel senso, ma avremo bisogno di voi se si necessiterà di recuperare componenti per le ricerche."
"Affare fatto" Concluse il mezzelfo.
"E a proposito di componenti... - riprese Milos - che ne è del nihilium?"
Lucian scosse la testa.
"Avevo capito - incalzò il vecchio mago - che siete stati sull'isola per ben due volte. E' impossibile che non abbiate notato l'enorme blocco di nihilium che si innalza per decine di metri di altezza al centro di essa!"
"Quello... è nihilium?" Rispose sbigottito il ranger. In effetti avevano constatato che si trattava di una roccia strana, di un materiale insolito... ma non avevano minimamente pensato che si trattasse proprio della roccia che stavano cercando.
"Prendetene più che potete. Con del nigilium saremo in grado di produrre essedreel bipolare secondo quanto scoperto da Pollas prima di morire... e adesso che sappiamo che Wabbekee aveva raggiunto dei risultati molto interessanti, ve la sentite di tornare ed indagare anche sui suoi esperimenti?" Milos ricordò a Lucian del fatto che Carden aveva ingaggiato direttamente loro della missione, senza che la Gilda diramasse alcuna richiesta di avventurieri. "Ma se non vi sentite in grado di completare la missione, ora che si è fatta più complessa, la Gilda può chiedere che se ne occupino altri."
"Non ce n'è bisogno." Fece Lucian.
"Bene! - Esclamò il mago battendo con il suo bastone a terra. - Abbiamo spedito una copia delle nostre ricerche su quel gigante al tempio di Sinth, per un consulto. Se volete saperne qualcosa di più in anteprima, passateci voi stessi."
Il ranger salutò ed uscì dalla torre della Gilda Arcana.

Arrivato alla Locanda del Pollo Aviario trovò Ivan e Gordianus appena svegli e seduti ai tavoli per la colazione. Nessuno dei due, a dir la verità, aveva osato ordinare. L'oste serviva latte di capra, uova fritte e fave. Incontrarono l'altro gruppo di avventurieri che dimorava alla locanda, Castalia, Orion, Merry e Agranok, che scendeva già pronto per la loro missione. Ebbero modo di sedersi al tavolo con loro e di discutere di come andassero le cose. A quanto pare aver scoperto di una confraternita di incantatori arcani che tramava nell'ombra sia con i ladri delle Mantidi Notturne che con il drago dei picchi montuosi non era stato molto utile: le indagini si erano fermate perché nessuno conosceva il covo delle Mantidì, né potevano chiedere al drago, tantomeno era possibile risalire alla confraternita. Sarebbero invece andati a reclamare una villa infestata, messa in palio dal proprietario per il primo gruppo di avventurieri che vi avesse trascorso una notte intera.
"Bene bene! - commentò sarcastico Lucian - Fate testamento, prima!"
Ma nessuno degli altri sembrò spaventato. Castalia pensava si trattasse di "semplici fantasmi", Agranok confidava nelle sue arti arcane. Merry e Orion stavano mangiando uova e fave. Appena finito di mangiare, salutarono i tre colleghi e si allontanarono.

"E noi che facciamo?" Chiese Lucian.
"Abbiamo la pista delle streghe da seguire." Propose Ivan.
Pochi minuti dopo, i tre stavano scivolando in uno sporco vicolo del quartiere del mercato. Lucian e Ivan avevano già incontrato, in quello stesso vicolo, la strega dei gatti neri. Con un po' di fortuna, l'avrebbero trovata ancora lì.
Giunti in prossimità delle finestre della sua casa, si trovarono circondati da decine di gatti neri che giravano per le strade miagolando, o se ne stavano paciosi sdraiati negli angoli più luminosi del vicolo. Lucian aveva provveduto ad avvolgere se stesso ed i suoi due compagni con una invisibilità agli animali, ed era impossibile che i gatti li vedessero. Sentirono delle voci provenire dall'interno dell'abitazione. I vetri delle finestre erano incrostati e la porta di legno era socchiusa... non riuscivano a vedere dentro. Gordianus si concentrò per percepire presenze maligne nei paraggi. Sentì dapprima due, poi tre creature: una forte aura di male in piedi, una più debole seduta, ed una terza che sembrava muoversi da una finestra all'altra... rimanendo dentro le finestre stesse!
"La strega degli specchi!" Disse agli altri.
"Aspettate qui, vado ad ascoltare cosa dicono." Lucian scivolò furtivamente fin sotto una delle finestre. Ma l'udito fino della strega percepì che qualcosa si muoveva. "Chi è là?" Tuonò con voce rauca e sgradevole. Il suo naso bitorsoluto sporse oltre l'apertura della porta, ma non notò il ranger, che si era nascosto dietro un barile per la raccolta dell'acqua piovana.
"Lascia stare le tue paranoie, vecchia! - le intimò una voce giovane ma autorevole - E torniamo ai nostri affari. Stanotte, al cimitero, vi darò conferma definitiva degli accordi, e insieme daremo il via al piano. Siate puntuali."
Un rumore di stivali si avvicinò alla porta. Lucian, che aveva udito tutto, si schiacciò ancora meglio dietro il barile. Un giovane incantatore alto e avvolto in un lungo mantello di stoffa pregiata uscì dalla casa. Il suo collo era avvolto da un'armatura costruita su misura. Aveva corti capelli grigi ed occhi perlacei, senza pupilla. Scomparve nell'ombra di un vicolo.
Il ranger tornò velocemente dai suoi compagni, e riferì loro quanto aveva udito.
"Abbiamo bisogno di aiuto." Propose Gordianus "Chiediamo al tempio."

febbraio 04, 2007

4.09 - Quel che si muove nell'ombra

Lasciarono il corpo del gigante dietro alcuni cespugli vicino al fiume, oltre le mura orientali della città. Krisonna analizzò velocemente l'enorme spada dell'energumeno. Era uno spadone in essedreel di buona fattura, con una enervatura ed un comunissimo cristallo del potere allocato. Poteva comunque valere per la quantità di metallo in sé.
Prima di dedicarsi agli affari però, portarono il corpo di Gordianus dalla Custode del Culto, la sacerdotessa Bree. Bree rimase sconcertata nell'apprendere che il paladino era stato ucciso. Immediatamente diede l'ordine di chiamare gli amministratori del culto del trapasso, affinché le spoglie potessero essere ricomposte in modo appropriato per poi procedere ad un rito di rianimazione divina.
"Non vi preoccupate del costo, - aggiunse la sacerdotessa - per questa volta la chiesa di Sinth si accollerà l'ammontare... un nostro paladino è morto nel compimento del suo dovere, se possibile lo rianimeremo."
Passarono quattro ore. Il cielo cominciava a tingersi di rosso. Il lungo tramonto aveva inizio.
Gli accoliti di Sinth uscirono dalla sala del rituale ricoperti di sangue e stremati dallo sforzo. Bree era completamente coperta del sangue di Gordianus, ma sorrise.
"E' tornato in vita... dategli solo il tempo di riprendersi. Il suo corpo resterà debilitato per un po' di tempo e le cicatrici non spariranno mai. Soprattutto quelle nell'anima."
Poi si allontanò.

Alla Locanda del Pollo Aviario notarono il chierico del gruppo di Castalia che sorseggiava del sidro vicino alla finestra, in un angolino. Si accorsero anche che l'annuncio della missione per la quale era partito quel gruppo risultava cancellato e la ricompensa riscossa.
"Potrebbero aver scoperto qualcosa sul drago." Suggerì Krisonna.
Si avvicinarono al sacerdote, il quale risistemandosi la chioma bionda e fluente allungò loro una sedia. Si sedettero. Il chierico sembrava fresco e riposato.
"Come è andata la missione con quei goblin, Orion?" Gli chiesero.
"Una passeggiata. - Rispose il sacerdote sbuffando con aria di superiorità - C'erano delle grosse bestie... muso da iena... code come fruste... grandi come orsi... che in qualche modo strano riuscivano a comandare lupi e warg. I goblin della foresta erano le vittime, non i responsabili. Incredibile, vero?"
"Già. - fece Lucian, che aveva difficoltà a capire se i mostri descritti da Orion fossero reali o il frutto del sidro che aveva già bevuto. - E avete scoperto nulla del drago?"
"Oh, si! - Esclamò Orion - Ma non sono sicuro di potervene parlare."
"Erano gli accordi presi con Castalia. Noi davamo o lei le nostre informazioni, lei dava a noi le sue." Gli ricordò Krisonna, con il massimo della diplomazia possibile.
"Va bene... - Annuì lui - Abbiamo scoperto che il drago collabora in qualche modo con una delle gilde di ladri di Keremish, le Mantidi Notturne."
"L'unica gilda di Keremish." Ricordò Lucian. I Pugnali di Cristallo erano stati recentemente distrutti dai mercenari dell'ordine del Teschio Cremisi. Erano veramente morti tutti? Il ranger si ricordò di essere tornato al loro vecchio covo, di recente, trovandovi solo macerie. Ora le Mantidi Notturne avevano il controllo di tutte le attività illegali della città. E a questo proposito erano venuti recentemente a conoscenza del fatto che il Duca, per non perdere grosse fette di commercio a causa della cattiva fama che la città si stava guadagnando, aveva offerto grossi vantaggi a tutti i mercanti che stringevano alleanze con Keremish, tra i quali Guasco de Borgognoni. Potevano tutti questi eventi essere intrecciati in un unica grande trama? Che le Mantidi Notturne avevano un loro tornaconto? Chi c'era veramente dietro tutto questo?
"Ma non è tutto! - Li sorprese Orion - C'è qualcun altro. Una Confraternita di incantatori, di cui sappiamo poco, e della quale abbiamo sentito solo voci. Si muovono nell'ombra, e sembra che abbiano trame un po' ovunque."
Ringraziarono il chierico e andarono a riposare. Avevano molto su cui riflettere.

Il mattino successivo Gordianus poteva unirsi di nuovo ai suoi compagni.
Si recarono alla Gilda Arcana per avvisare Milos del cadavere in riva al fiume. Forse avrebbero potuto esaminarlo e scoprire qualcosa di interessante. Il mago chiamò a se qualche apprendista e andarono subito sul posto. Nel frattempo gli avventurieri portarono la spada (faticosamente trascinata da Ivan) da Melissa, il fabbro della città. La ragazza era giovane e piuttosto inesperta nell'arte della forgiatura, ma raccoglieve l'eredità del vecchio padre, sempre presente nella bottega, seduto alle sue spalle, e troppo vecchio per poter lavorare. Melissa era una ragazza dal fisico robusto e dalla pelle abbrustolita dal colore della fornace e annerita dalla fuliggine. I suoi capelli biondi erano appiccicati dal sudore e impastati di cenere, ma sotto quel chilo e mezzo di carbone c'era lo sguardo fiero di qualcuno che avrebbe voluto un futuro migliore anziché battere ferri di cavallo per gli allevatori della zona.
"E' un bel pezzo di essedreel! - commentò la ragazza - Posso pagarvelo 300 monete d'oro. E' poco meno del suo prezzo d'acquisto." L'offerta era generosa, ma Krisonna non sembrava convinta. Il vecchio fabbro blaterò qualcosa alle spalle della figlia, su come una volta fosse capace di forgiare spade con anche cinque enervature.
"Perché? Tu non sei capace?" Chiese Krisonna.
"No. Non riesco a lavorare il metallo per ottenerne più di tre."

La bottega di Melissa si trovava oltre le mura orientali, in alto sulla collina. Da lì potevano osservare i maghi della Gilda Arcana che analizzavano il cadavere della creatura, giù al fiume. Più tardi sarebbero passati alla torre a chiedere notizie.
"Sai nulla di una Confraternita segreta di maghi?" Gli chiesero, una volta nel suo studio.
"Ci sono molti arcanisti a Keremish, ora più che mai. E non tutti entrano a far parte della Gilda... come Krisonna ad esempio. E' probabile che questi maghi non facciano parte della nostra torre."
"Ma probabilmente vengono da voi per acquistare le componenti per i loro incantesimi, vendere oggetti magici..." Fece notare Lucian.
"Terrò gli occhi aperti. In caso vi avviserò. Ma abbiamo altre congreghe in città. Le streghe ad esempio. - Disse Milos, storcendo il naso per lo schifo. - Esseri che distorcono l'uso delle arti magiche per compiere gesta immonde. La Gilda è loro nemica da sempre."
"Ne abbiamo sconfitta una, tempo fa... Una Strega della seduzione... si era mascherata da Custode del Culto del tempio di Sinth. - Rammentò Lucian - E siamo sicuri dell'esistenza di almeno altre due di esse, una Strega degli specchi ed una Strega dei gatti neri..."
Milos si distese sulla sua sedia e sbuffò.
"Si... conosco quella storia... sembrava collaborassero con Whisper. Sono tre. Il minimo per una congrega. Forse ce ne sono altre. Ad ogni modo, loro hanno sicuramente più contatti con questa confraternita di noi. Almeno sapete dove cominciare ad indagare."

febbraio 03, 2007

4.08 - Ritorno e furia

Una volta riapparsi alle porte di Keremish, Azalorn si espresse opponendosi ad un ritorno presso quell'isola. I pericoli erano troppo grandi comparati ai guadagni. Ivan, Krisonna e Gordianus tornarono alla Locanda del Pollo Aviario, dove trovarono Lucian. Spiegata la situazione al ranger, Lucian acconsentì ad unirsi a loro per una seconda spedizione.
Accompagnarono Krisonna alla cattedrale, dove poté rimuovere l'aura di debilitazione che il contatto con l'arma maledetta del loro ultimo avversario le aveva calato addosso. La sacerdotessa le vendette anche qualche pozione, in misura preventiva. Poi passarono da Balmiro per acquistare pergamene di teletrasporto e poter viaggiare indietro all'isola.

Un attimo prima attorno a loro c'era l'aria soffocante della città. Le case bagnate dalla pioggia ed il cielo grigio dell'inverno. Poi tutto si dissolse nei rumori selvaggi della piccola foresta tropicale dell'isola dell'arcimago, Wabbekee. La pioggia cadeba nebulosa sulle larghe foglie degli alberi e il rumore delle gocce sembrava assorbire qualsiasi altro suono. Krisonna fece notare al ranger che una creatura umanoide alata volava in alto sorvegliando l'isola.
Lucian si spostò attorno alla roccia che si innalzava innaturalmente al centro del bosco. Saliva per 300 metri d'altezza, un picco vertiginosamente alto per un'isola di meno di 5 chilometri di diametro. Osservò le venature della roccia, il colore, la densità. Non si trattava di pietra vulcanica, quell'isola non era emersa dal mare a causa di eventi geologici. Notò nella foresta uno di quei ragni. Forse sorvegliavano l'area. Tornò indietro dai suoi compagni.
"Deve esserci una scalinata di pietra che conduce alla casa. L'abbiamo vista arrivando in nave." Ricordò Krisonna. Lucian scosse la testa. "Sì, ma probabilmente occorrerà girare attorno alla roccia e rischiamo di essere avvistati."
Scelsero la via più breve. L'arcanista rese tutti invisibili, poi utilizzando un incantesimo volare e lo stocco magico di Krisonna, s'innalzarono in aria verticalmente. Giunsero ad un'ampia balconata a circa 100 metri d'altezza sulle fronde degli alberi. Atterrarono senza fare rumore. All'estremità opposta del piazzale si ergeva una figura miscolosa ed imponente, altra tre metri. Sembrava un gigante di qualche tipo, quasi completamente nudo se non fosse per un perizoma di pelliccia ed un elmo di acciaio. La barba bionda ed i capelli lunghi scendevano sul corpo villoso. Appoggiava le braccia su un gigantesco spadone a due mani, e scrutava l'orizzonte in silenzio.
Alle sue spalle, qualche metro più indietro, c'era un passaggio che entrava nella casa di Wabbekee. Si intravedevano un focolare, un grosso tavolo in legno, delle pareti arredate con gusto.

Gli avventurieri decisero di sfruttare la sorpresa. Scivolarono attorno al grosso barbaro e... colpirono! Il gigante gridò di dolore nel vedere aprirsi nel suo corpo delle profonde ferite come se il vento stesso lo stesse ferendo. Un istante dopo l'invisibilità che proteggeva gli attaccanti svanì. Il barbaro roteò l'enorme spada e l'abbatté si Ivan, spaccando armatura e parte del parapetto di pietra in un sol colpo. Ma né Ivan, né Lucian, né Gordianus si allontanarono. Continuarono ad attaccare nella speranza di abbattere il gigante prima che lui potesse uccidere loro.
Purtroppo per loro, gli occhi del barbaro si accesero della sua ira furiosa. I muscoli del suo corpo si tesero come fasci di corde e con una serie di colpi poderosi scagliò via Lucian, che cadde a terra privo di sensi. Quindi urlando di dolore e rabbià colpì Gordianus, spaccandolo letteralmente in due. Il mezzo drago fu sollevato dal colpo, sventrato e sbattuto contro una parete. Ivan e Lucian continuavano a conficcare le loro lame nel corpo del nemico.
"Ivan, sfrutta la tua ira!" Krisonna, da una parte, si rendeva con orrore conto che per il paladino non c'era altro da fare, e correva a rianimare il ranger. Ma Ivan non aveva intenzione di bruciare le sue energie così presto. Il barbaro sollevò la sua arma colpì Ivan con tale forza da spaccare il pavimento e sollevare nubi di detriti.
Lucian si sollevò, parzialmente guarito da Krisonna un millesimo di secondo prima che il suo cuore cedesse per sempre. Poi Ivan entrò in furia. Con un affondo di spada, Ivan trapassò il cuore del temibile avversario. L'energumeno crollò addosso ad un muro, inondandolo del suo sangue. Ivan cadde a terra subito dopo, tramortito dallo sforzo compiuto.

"Dobbiamo andare via!" Disse Krisonna. Si udiva chiaramente un rumore di ali che si avvicinava.
"Teletrasportiamo via anche il corpo! - Suggerì Lucian, con un filo di voce. - Potremmo farlo analizzare..." L'arcanista stese le mani sui suoi compagni, i quali afferrarono a loro volta il corpo di Gordianus e quello del barbaro appena abbattuto. Non dimenticando la sua enorme spada. Un secondo dopo, non erano più lì.

gennaio 25, 2007

4.07 - L'isola dell'arcimago

La pioggia cadeva fitta sul ponte della nave. Il capitano si avvicinò al gruppo di ospiti paganti che aveva preso a bordo a Keremish, e puntando il dito verso il mare disse: "Vedete quelle rocce?"
Ivan, Krisonna, Gordianus e Azalorn spinsero gli sguardi in lontananza, dove il mare si confondeva con la pioggia e la sagoma di un'isola iniziava a delinearsi. "Quegli scogli non c'erano dieci anni fa, l'ultima volta che sono passato di qui! Non posso avvicinarmi di più all'isola. Il fondale potrebbe essersi sollevato e rischierei di incagliare la nave!"
Degli scogli alti e aguzzi emergevano dal mare. L'assenza di vento faceva sì che le grosse gocce di pioggia cadessero quasi verticali sul manto d'acqua, e i mozzi stavano rovesciando una scialuppa per liberarla dalla pioggia che vi si era depositata.
"Vi darò una delle mie scialuppe. - continuò il capitano - Il mare è calmo, dovreste riuscire a raggiungere la spiaggia facilmente. Però dovrete pagarmi la barca. Sono 30 monete d'oro, remi compresi."
"Ma come torneremo?" Chiese Gordianus. Krisonna gli spiegò che Milos li aveva provvisti di una pergamena di teletrasporto. Pagarono e scesero nella barca. Gordianus si mise ai remi e spinse la scialuppa tra gli scogli. In breve raggiunsero la spiaggia.

L'isola era poco più di un grosso scoglio che affiorava dal mare. Probabilmente di origine vulcanica, era lunga cinque chilometri e larga poco meno. La terra si era formata attorno ad un gigantesco sperone di roccia emerso dal mare per chissà quale evento geologico. Adesso sul quel costone di roccia erano visibili i resti di una abitazione, costruita in parte su un piano sporgente in parte nel vuoto. Sul fianco della roccia era stata scolpita una scalinata per raggiungere la casa, ma è probabile che ci fosse un sistema di carrucole e ascensori per arrivare lassù. Comunque la base della roccia si trovava nel mezzo dell'isola, e attorno era cresciuta una delle più intricate selve mai viste. Arbusti e sterpi, non riuscendo a coprire il sole, avevano permesso la crescita di un fastidioso sottobosco fatto di felci ed erbe infestanti, che con i secoli aveva coperto tutta l'isola fino alla spiaggia. Il capitano aveva detto loro che gli unici animali presenti sull'isola erano insetti, lucertole ed uccelli. E poi c'era quell'arcimago, Wabbekee, che dieci anni fa abbandonò la sua dimora e si trasferì altrove. Stava studiando le proprietà di un metallo rarissimo, per caso presente nella roccia alla base di quest'isola, il nihilium. Ma dieci anni fa lasciò ogni studio e si trasferì altrove. L'isola di Wabbekee rimase disabitata fino ad oggi. Milos aveva bisogno di quel minerale per portare avanti gli esperimenti di Pollas, ed ecco perché gli avventurieri erano lì.

Messa al sicuro la barca dalla marea, si inoltrarono nella vegetazione. Azalorn riusciva a muoversi con passo spedito anche nel sottobosco più fitto, ma gli altri dovevano procedere strappando e tagliando i cespugli e le felci, quindi dovette stare al loro passo.
Poi un rumore allarmò il ranger, un crepitio, come di elettricità statica. Riferì all'arcanista, la quale notò alcune scariche elettriche tra gli alberi. Aveva giò visto quel fenomeno: si stava per aprire un portale.
"Ma il collegamento con i piani è reciso!" Fece notare il paladino.
"Probabilmente il portale si apre verso un altro punto di questo stesso piano." Rispose Krisonna.
Si nascosero, ma la ragazza lanciò sul gruppo una invisibilità per maggiore sicurezza.
Il portale si aprì qualche secondo dopo. Sembrava che conducesse all'interno di un edificio... con mura di mattoni grigi e porte di metallo. Un essere minaccioso uscì dal varco dimensionale: il suo aspetto era quello di un grosso umanoide dalle zampe caprine, con due paia di corna da capra ed una pelle rossa e coperta di peli neri. Vestiva di lacci di cuoio ed impugnava una verga magica. Diede dei comandi in una lingua strana, quindi una decina di esseri, simili a ragni ma con un unico bulbo oculare al posto del corpo, sciamarono fuori dal portale diffondendosi per la foresta. Lui restò in attesa. Anche gli avventurieri.
Dopo qualche minuto parte dei ragni tornò indietro. Sembrava che l'essere comprendesse la strana sequenza di rumori striduli che i ragni emettevano per comunicare. A quel punto rientrò e per un paio di minuti sembrò che l'intero bosco stesse ascoltando in silenzio. Quando si riaffacciò, era seguito da un gigante con sei braccia, la pelle verde, zanne da cinghiale che sporgevano fuori dalla sua bocca e i capelli raccolti in un unica ciocca rossa, sulla testa. Gli avventurieri lo videro allontanarsi assieme ai ragni verso la spiaggia... verso la barca! L'altro rimase a sorvegliare il passaggio. Era il momento di agire.
Gordianus raccolse Krisonna e utilizzando il suo cristallo del volo la depositò su un ramo. Ma il rumore dell'armatura del paladino allarmò il guardiano. Stringendo la verga nel pugno si inoltrò nel bosco verso Gordianus e tentò di colpirlo sferzando nell'aria la sua arma. Colpì solo un alberò, che sembrò seccarsi al tocco della verga.
A quel punto Ivan partì in carica contro il diavolo. Il suo corpo si gonfiò della forza della furia, e la sua testa mutò forma, fino a divenire quella di un grosso e feroce ghiottone. Azalorn, che vedeva per la prima volta questa trasformazione, restò scosso per qualche secondo. La spada di Ivan si abbatté sull'avversario, e il guerriero uscì dall'invisibiltà. Anche Azalorn rinunciò a restare nascosto ed attaccò l'energumeno cornuto. La verga del diavolo colpì Ivan più volte, sommando al danno il suo potere corruttivo. Per fortuna Krisonna e Gordianus erano rimasti invisibili e si occuparno di curare le ferite del guerriero, che in preda alla furia sarebbe morto anziché ritirarsi. Le mazzate subite non fermarono comunque la sua spada, che continuò a colpire fino a che il nemico non crollò a terra sconfitto.
Krisonna si impossessò incautamente della verga, la quale reagì al suo tocco scagliando su di lei una maledizione debilitante. L'arcanista rinviò le preoccupazioni: adesso era meglio fuggire. Infilò la verga nello zaino e tutti insieme si diressero verso la dimora dell'arcimago.

Azalorn guidava il gruppo. Giunse per primo alle pendici della parete di roccia sulla quale l'arcimago aveva eretto la sua abitazione. "Forza! Sbrigatevi! Da questa parte!" Gridò. Grave errore. In alto, qualcuno stava ascoltando. Munito di due enormi ali da drago, l'umanoide sentì echeggiare nell'aria la voce del ranger e scagliò nella boscaglia una palla di fuoco. Azalorn saltò in aria investito dalle fiamme. La creatura iniziò quindi una lenta discesa circolare per controllare cosa aveva colpito.
"Dobbiamo tornare a Keremish e curarci!" Sentenziò Krisonna. Si rese conto che gli effetti della maledizione potevano essere scacciati, se entro 24 ore avesse provveduto a lanciare su di sé una magia curativa. Che però nessuno lì possedeva né era in grado di lanciare. Gli altri convennero che era una buona idea. Raccolsero Azalorn e si prepararono ad utilizzare il teletrasporto.

gennaio 24, 2007

4.06 - Il gruppo di Castalia Van Dike

Il ritorno di Azalorn fu festeggiato con una grossa scorpacciata a base di cipolle e patate presso la Locanda del Pollo Aviario. Erano appena stati nel bosco, ad officiare il rituale che trasformava un volta per tutte Ivan Strong in una creatura magica, in grado di mutare forma durante la furia del combattimento. Sorseggiando idromele il gruppo si rese conto che l'atmosfera in città si faceva ogni giorno più tesa. Le giornate buie e piovose dell'inverno non aiutavano certo a far salire il buon umore. Le guardie ed i mercenari pattugliavano le strade con solerzia stressante, e di tanto in tanto compivano ispezioni e perquisizioni in cerca di "mostri" o "minacce" nelle case dei cittadini. Ma la loro presenza non teneva le paure della gente lontane dalle case. I volti erano stanchi e le discussioni giravano sempre attorno ai soliti argomenti... morti improvvise, strane ombre nei vicoli, presenze sinistre tra la folla, voci di fatti insoliti da oltre le mura. Il Duca aveva impegnato ogni singolo avventuriero di Keremish, stretto dubbie alleanze con popoli poco affidabili, emanato nuovi bandi di arruolamento per la milizia della città, tenuto discorsi diplomatici con i mercanti più importanti per invitarli a proseguire nei rapporti commerciali. Ma cosa poteva fare per lenire le insicurezze della sua gente? Le paure?
Una lunga alba si apprestava a lasciare il posto al giorno. Le albe ed i tramonti sembravano non terminare mai, in questi giorni. Il cielo si tingeva di carminio e non sfumava verso l'azzuro o il blu se non dopo interminabili mezzore. E la pioggia cadeva con gocce grosse e rumorose.

"Potremmo andare a reclamare quella villa infestata... - stava proponendo Krisonna - La danno in regalo a chi vi rimane per una notte intera. Altrimenti ci sono i sotterranei del tempio."
L'arcanista sfogliava le richieste di mercenari avventurieri che aveva raccolto nelle varie bacheche cittadine. Nel frattemo alcuni soldati dell'Ordine del Teschio Cremisi entrarono nella locanda. Due si sedettero ad un tavolo, il terzo attaccò un avviso di qualche genere alla bacheca prima di raggiungere gli altri. Sembrava una taglia. Krisonna si alzò e andò a controllare: 10.000 monete d'oro sulla testa del misterioso drago che aveva attaccato la città pochi giorni fa.
"Abbiamo un impegno preso con Piria e Guasco De Borgognoni." Ricordò Ivan.
"Ormai staranno già discutendo con il duca." Rispose Krisonna.
"Comunque 10.000 monete d'oro sono poche." Ribatté il guerriero.
Erano poche per loro che conoscevano il rischio. E comunque c'era il tesoro. Il foglio non rimase appeso per troppo tempo. Un avventuriero in abiti da arcanista la strappò dal muro. Gordianus chiese perché fosse interessato a quell'annuncio.
"E' ovvio. Sono un avventuriero anche io. Il mio gruppo è quello laggiù."
Indicò un tavolo in fondo, vicino al camino. Vi erano seduti un chierico dai biondi capelli e dalle vesti molto ricche, una ragazza lybran in abiti da bardo ed una mezzelfa, con i capelli castani, l'armatura leggera ed uno sguardo molto sicuro di sé.
"Un mago, un bardo, un chierico ed una guerriera. E' un bel gruppo." Constatò sottovoce Ivan.
"Con permesso." Fece l'arcanista, chinando la testa sulla quale brillavano lunghi capelli impomatati. Aveva occhiali sugli occhi ed una barba sottile molto curata. Un tipo preciso.

Dalla porta entrò Carden.
"Cercavo proprio voi." Disse, dirigendosi velocemente al tavolo del gruppo. Si accorse che c'era un avventuriero in più. "E tu chi sei?" Chiese.
"Azalorn." Rispose il ranger. "Normalmente faccio parte del gruppo, ma ho avuto da fare."
La maga scosse la testa. "Va bene. - proseguì - Ho chiesto in giro e mi hanno detto che eravate qui, perciò sono passata prima di tornare alla Gilda. Pare che Milos abbia finito di tradurre gran parte dei diari di Pollas sull'essedreel bipolare. Gli occorre una componente, e ha bisogno di avventurieri che la recuperino. Metterà un annuncio pubblico, ma forse potete anticipare la concorrenza e occuparvene voi, visto che finora siete stati così efficienti."
"Grazie Carden. - Fece Krisonna, interpretando il pensiero di tutti - Parleremo con Milos."
La maga salutò con un gesto di commiato e uscì, attirandosi dietro i commenti pecorecci di metà della gente seduta ai tavoli. Anche Azalorn chiese quanti anni aveva, ma decise che era troppo vecchia per lui.
"E Lucian?" domandò Ivan. Il ranger non c'era, stava cercando di ottenere un permesso di ingresso per il suo lupo. "Ci raggiungerà." Concluse Krisonna.

Stavano per alzarsi quando una delle ragazze del gruppo di avventurieri seduto in fondo si avvicinò.
"Salve, mi chiamo Castalia."
Gli avventurieri risposero al saluto con poco entusiasmo. La mezzelfa non se ne curò. "Girano voci su di voi. Si dice che abbiate affrontato quel drago, mentre assaltava la città. Noi saremmo interessati a quella taglia... per non parlare del tesoro."
"Buona morte." Commentò Ivan.
"Cosa potete dirci di quell'essere? Sputava fuoco? Era un drago rosso?"
"Non era un drago rosso. - Le spiegò Krisonna. - Dalla bocca sputava uno strano liquido che si incendiava a contatto con l'aria. E' un drago di un tipo sconosciuto. E siamo anche sicuri che ci sia qualcuno con cui il drago collabora ed è alleato."
"Chi?" Chiese Castalia. Ma Krisonna scosse la testa.
"Forse allora potremmo indagare su quegli alleati... capire chi c'è dietro, in modo da occuparci prima di lui." Rifletté la mezzelfa. Ivan si lasciò sfuggire un altro commento cinico. Krisonna annuì.
"Beh, ora vi lasciamo ai vostri affari, andiamo a mozzare le teste di qualche goblin!" Concluse la ragazza. I suoi compagni erano già dietro di lei.
"Ammazzare i goblin? E poi andate a caccia di draghi? Noto una certa differenza di impegno tra le due missioni..." Disse Ivan.
"In qualche modo dovremo pure pagare i conti della locanda." Gli rispose Castalia. Poi tutto il gruppo uscì dalla sala. Gli avventurieri, dal canto loro, pagarono il conto e si avviarono per andare a parlare con Milos.

gennaio 20, 2007

4.05 - Tuoni e fulmini nella sala del sapere

Dalla porta provenivano odore di aria ionizzata e puzza di bruciato. Krisonna se ne accorse e lanciò incantesimi di resistenza al fulmine sui suoi compagni. Tranne su Lucian, che possedeva già un anello magico in grado di garantirgli una resistenza assai superiore a quanto Krisonna potesse donargli.
L'ingresso era in disordine. Strisce di bruciato correvano sulle pareti e sugli scaffali dei libri come se avessero subito delle sferzate da parte di fruste infuocate. Nei pressi della porta erano visibili i resti del corpo del bibliotecario, trovato carbonizzato nell'atto di uscire dalla stanza.
Carden lanciò un nuovo muro di forza alle spalle degli avventurieri non appena furono tutti nell'edificio. Era la prassi. Tutto ciò che si sapeva era che un accolito, nel tentativo di animare alcuni oggetti che l'aiutassero a pulire la biblioteca, aveva lanciato una magia di troppo. L'incantesimo era entrato in risonanza con i cristalli luminosi utilizzati per dare luce all'edificio, generando un effetto di magia selvaggia che aveva avuto conseguenze devastanti e -senz'altro- pericolose.

Si addentrarono con cautela tra gli scaffali colmi di volumi polverosi. Alcuni erano molto natichi, grossi, gonfiati dall'età e dall'utilizzo. Di tanto in tanto, su uno scaffale, si notavano segni di bruciatura. Krisonna individuò una debole presenza magica localizzata al centro della struttura. Varcarono la soglia della zona centrale della biblioteca, e vi trovarono un luminoso agglomerato di cristalli luminosi, che si era addensato a formare un grosso nucleo dalla forma ottaedrica. Scariche elettriche vibravano attorno al costrutto soprannaturale. Quando l'essere si accorse della presenza degli avventurieri, si scompose in tre ottaedri più piccoli e iniziò a scaricare energia elettrica sugli estranei.
Le scariche elettriche superavano abbondantemente il livello delle protezioni magiche fornite da Krisonna. L'unico in grado di affrontare gli avversari era Lucian. Ivan, bruciato dalle cariche elettriche, si ritirò presso i compagni mentre l'arcanista del gruppo apriva un piccolo vano dimensionale dove rifugiarsi.
La lotta contro gli ottaedri fu lunga ed estenuante. Le creature attiravano e respingevano il metallo a tempi alterni rendendo difficile colpirle e strappando di mano le spade all'unico nemico che era rimasto ad affrontarle. Colpo dopo colpo, Lucian sgretolò il primo degli ottaedri elettrici. Gli altri due sommarono le proprie scariche elettriche sul mezzelfo ma anche grazie all'aiuto di Ivan riuscirono a distruggere gli altri due costrutti in poco tempo.
La biblioteca era libera da ogni pericolo.

Illus. di Elisa Ferrotto (Fenice Banshee)

gennaio 18, 2007

4.04 - Il passato del Mago dei Corvi

Milos sembrava molto coinvolto mentre spiegava agli avventurieri che gli esperimenti di Pollas erano mirati a potenziare il legame elementale dell'essedreel con i cristalli magici. Comunicò che tutti i suoi diari ed appunti erano stati immediatamente messi sotto analisi per poterne decifrare il contenuto e poter proseguire le ricerche. Era altresì sconvolto per la tragica fine del collega, ovviamente.
Chiese agli avventurieri di farsi vivi più avanti. Se dalle ricerche fosse affiorato qualcosa, avrebbero avuto bisogno di avventurieri capaci per recuperare eventuali componenti. Per ora la Gilda Arcana non aveva altro da offrire loro. Tranne uno stupido lavoro presso la biblioteca e una pericolosissima missione in una distante roccaforte. Ma la prima sembrava adatta a dei principianti, la seconda richiedeva un livello di esperienza che nessuno riteneva di aver raggiunto. Altri avventurieri si stavano occupando di un labirinto di beholder abbandonato.
Krisonna domandò da chi poteva raccogliere ulteriori informazioni riguardo il "mago dei corvi". Milos indirizzò il gruppo da Carden Derdensku, la figlia di Lobas.
Carden era seduta ad un tavolo alchemico scrivendo appunti su di un grosso libro. Era vestita con abiti nobili e indossava preziosi monili. Si alzò ad accolse gli ospiti come se li stesse aspettando, ignorando la maleducazione del padre che si aggirava per la stanza assorto nelle sue letture.
"Milos mi aveva detto che mi cercavate, mentre eravamo nel rifugio. Cosa vi serve?"
"Informazioni. - Le disse Krisonna - Sul mago dei corvi. Un incantatore molto potente il cui corpo sembra composto da centinaia di corvi... come è possibile?"
"Suppongo si tratti di Allan Wisestep. O di ciò che ne resta." Sembrava stesse ripescando da antichi ricordi sui quali ormai aveva messo una pietra sopra. Ma dopo una breve incertezza iniziale, riprese.
"Era un Arcanista molto potente. Specializzato negli incantesimi del tuono e del fulmine. Ma il suo sangue mezzelfo lo spingeva all'avidità... voleva sapere di più, imparare di più. Tentò qualche nuova strada per acquistare più potere, ma senza successo. Da allora non lo vidi più. Ma so che durante lo scontro tra Whisper e Valisid il suo corpo restò esposto all'esplosione di un potente ertefatto... prima di quell'incidente aveva un famiglio corvo ed aveva creato numerosi incantesimi per moltiplicarne la forma... probabilmente un flusso di magia ne ha modificato l'essenza in via definitiva..."
Scosse la testa "Non so altro."
"E riguardo i sotterranei del tempio di Sinth?" Domandò Krisonna. Alla cattedrale la custode del culto era in cerca di avventurieri per esplorare i sotterranei del tempio. Potenti oggetti erano nascosti lì sotto, ma pericolose trappole ed imponenti guardiani non lasciavano passare nessuno.
Carden fece un cenno con gli occhi per indicare suo padre.
"E' lui l'esperto di storia e mitologia magica. Ha più di 250 anni. Io so soltanto che il tempio, assieme ad altri sei luoghi nel regno di Wallace, fa parte di circolo magico dove le energie arcane sono ancora molto potenti. Questi posti erano in passato considerati sacri e vi sorgevano edifici, statue o santuari per la preghiera. Purtroppo la conoscenza della loro magia è andata perduta nei secoli. Su uno di questi fulcri sorge la Cattedrale della Dea Madre. C'e n'è un altro qui vicino, sulla strada mercantile ovest... ci sono le rovine di un tempio antico. Allan era uno studioso di queste energie, per questo venne a Keremish, anni fa."

Gli avventurieri decisero di non disturbare Lobas.
Prima di andarsene dalla torre chiesero a Milos se qualcuno poteva aiutarli ulteriormente. Milos li indirizzò da un vecchio costruttore di Golem, un arcanista che viveva nel quartiere nobile della città, un tale Gelb Rothblau. Aveva costruito i guardiani per la Gilda Arcana, e probabilmente anche quelli per proteggere i sotterranei del tempio. L'avrebbero incontrato dopo. Ora decisero invece di aiutare la Gilda riguardo i problemi nella loro biblioteca. Milos chiamò Carden e, una volta stabilito il compenso, face accompagnare gli avventurieri presso l'edificio.

gennaio 10, 2007

4.03 - Lo strano destino di Pollas

Quattro arcanisti da battaglia entrarono nella sala sotterranea per comunicare a Milos che la torre era sicura. Il nemico si era ritirato. Pian piano tutti i maghi e gli ospiti della Gilda salirono alle sale superiori. I golem furono nuovamente attivati e iniziarono a raccogliere le macerie e riordinare le stanze. Lobas aprì un loculo segreto e invitò Krisonna a deporre all'interno dello scomparto di pietra il Teschio Cremisi. Laggiù sarebbe stato protetto finché non si fosse deciso cosa farne. Quindi risalirono ai piani superiori.
Lobas si avvicinò al bancone della bottega e accreditò ad ognuno degli avventurieri 7.500 monete d'oro, come ricompensa per la coraggiosa difesa della Gilda.
Mentre gli avventurieri stavano contrattando l'acquisto di alcuni cristalli del potere, alle loro spalle apparve una figura imponente, alta oltre due metri, dalla carnagione bianco-azzurra e con occhi argentei. Tra i capelli chiari era visibile una cresta lucida che scendeva dietro la testa. Vesti da paladino e un'armatura di tutto rispetto coprivano il corpo muscoloso.
"Gordianus! - Esclamò il bottegaio - Bentornato alla Gilda Arcana. Sei venuto a spendere almeno una parte delle tue 6.665 monete d'oro di credito?"
"Non ancora. - Rispose il paladino - Ho bisogno di un cristallo magico per la mia arma e per la mia armatura, ma il mio credito non è ancora sufficiente."
Krisonna si avvicinò all'avventuriero. Rapidamente concluse che doveva trattarsi di un mezzo-drago, probabilmente d'argento.
"Hai un credito piuttosto cospicuo. Devi essere un avventuriero molto capace."
"Sei un paladino di Sinth?" Aggiunse Lucian.
"Di un ordine devoto alla dea, certo."
"E sei già parte di un gruppo di avventurieri?"
"Non ancora." Rispose sinteticamente il mezzo-drago.
"Abbiamo giusto bisogno di un nuovo membro. - Propose Krisonna - Se entrerai nel nostro gruppo ti fornirò io stessa i cristalli che cerchi, senza bisogno che tu debba comprarli."
Gordianus rifletté per qualche istante. Da quel che aveva appena ascoltato sembrava che questi tre avventurieri avessero appena salvato la torre dall'assalto di un angelo nero.
"Va bene."
C'erano altre cose da fare in città, il gruppo diede uno sguardo alla bacheca delle missioni, quindi si recò dal fabbro e alla Cattedrale della Dea Madre. Infine, pronti per la prossima sfida, decisero di tornare alla Gilda Arcana per chiedere di una indagine il cui annuncio era stato esposto in bacheca.

"Oh... l'incidente di Pollas, è vero."
Milos inforcò gli occhiali e lesse l'annuncio che gli avventurieri avevano raccolto nella bacheca.
"Mi ero quasi scordato di questa faccenda. Pollas conduceva esperimenti alchemici nella sua stanza, c'è stata una esplosione e abbiamo mandato delle guardie a controllare, ma non sono più tornate. Abbiamo sigillato la sua stanza in modo che nulla potesse invadere la torre, quindi abbiamo esposto l'annuncio. E' bizarro che abbiate risposto proprio voi, non credete?"
Accompagnò il gruppo ai piani superiori della torre, fino al secondo piano, dove si trovava lo studio di Pollas. Giunto lì dissolse il muro di forza che bloccava la porta e ne eresse un'altro tra lui stesso e gli avventurieri.
"Buona fortuna!" Augurò.
Krisonna e Lucian entrarono per primi, seguiti da Gordianus e Ivan. La stanza era in disordine, la finestra aperta era oscurata da una pesante tenda che si gonfiava ritmicamente sospinta dal vento. Lucian controllò il pavimento, trovò tracce di un corpo trascinato verso la finestra. Quindi si avvicinò ad uno dei banconi alchemici.
"Cos'è questo?" Chiese a Krisonna.
La ragazza si avvicinò e ispezionò il tavolo da lavoro.
"Sembra che qui si stessero svolgendo esperimenti di incantamento di armi. Ci sono residui di Essedreel e riconosco la disposizione delle lenti."
Lucian notò alcune pergamene aperte. Qualcuno stava incantando un'arma, qualcosa doveva essere andato decisamente storto. Si avvicinò alla tenda e la tirò da parte. La finestra dava su un tetto, qualcuno era saltato oltre, probabilmente prima che i maghi schermassero la stanza. Alcune tegole erano spaccate. Il ranger volò sul tetto sfruttando il potere del suo anello magico. Krisonna attivò la capacità di volo del suo stocco e si fece portare sul tetto da Gordianus. Ivan saltò giù, atterrando con uno schianto tra le tegole.
"C'è un vetro sfondato, nella finestra di quel magazzino." Fece notare Krisonna.
Osservarono l'interno: un magazzino di prodotti di terracotta e ceramica, giare, ampolle, vasi. Entrarono con relativo silenzio. Ivan piombò a terra saltando.
C'erano tre cadaveri a terra. Lucian e Krisonna si fecero avanti. Erano decomposti, lasciati in terra a marcire da diversi giorni. Il ranger notò delle ferite da taglio che avevano lacerato il costato del corpo di Pollas, ormai ridotto ad una carcassa marcescente, cibo per mosche.

Solo allora si accorsero di tre figure dalla forma indefinita che stavano immobili in un angolo. Lucian pensò bene di attirare la loro attenzione con un sasso. Le creature si resero conto di essere osservate, ed in men che non si dica attaccarono.
Una di loro si gettò tra le anfore. L'altra si sciolse in un liquido metallico che risalì velocemente la parete fino al soffitto. La terza estrasse dal proprio corpo un cristallo e lo attivò, ricoprendosi di scariche elettriche. Mercuroidi!
Lucian, che poteva contare sulla protezione dal fulmine garantitagli dall'anello magico, si scagliò contro quello avvolto dall'elettricità. Ivan lo seguì, brandendo la spada. Il mercuroide attaccato al soffittò attivò una gemma gelida e iniziò a scagliare getti di metallo liquido congelanti sugli avventurieri. Gordianus tentò di avvicinarsi invece a quello nascosto tra le anfore. Purtroppo la natura liquida del suo nemico faceva dei vasi di terracotta un ottimo posto dove nascondersi. Gordianus attaccò sfondando con la sua spada le anfore, ma il mercuroide sfuggiva tra le stesse infilandosi tra quelle più distanti. Un getto di mercurio incendiario fece capire al paladino che questo mercuroide possedeva una gemma infuocata.
Quando Lucian e Ivan ebbero assestato il colpo di grazia al primo nemico, il guerriero si precipitò da Gordianus. "Lascialo a me! Tu pensa a quello in alto!"
Krisonna lanciò resistenze agli elementi sugli altri compagni e un volare sul mezzo-drago, che si gettò sul mercuroide sospeso tra le travi del soffitto. La resistenza al gelo del paladino gli permise di assestare alla creatura potenti colpi senza ricevere danno. Il mercuroide fallì i vari tentativi di afferrare la spada di Gordianus per liquefarla. Quando vide che lo sconro volgeva al peggio, si gettò sull'altro mercuroide, che nascosto tra le giare stava ancora dando del filo da torcere a Ivan. Le due creature si fusero in una sola gigantesca massa di mercurio che sfondò le casse e i vasi intorno per emergere nella sua potenza. Purtroppo ebbe vita breve. I colpi combinati di Lucian, Gordianus e Ivan la distrussero in pochi secondi.
La massa di metallo liquido senza vita si sparse per il pavimento del magazzino, lasciando a terra tre cristalli del potere.

Illus. di Andrea Longhi

gennaio 09, 2007

4.02 - Quiete dopo la tempesta

La pesante porta del rifugio di sicurezza si chiuse alle spalle di Lucian e degli altri emettendo un gracchiante rumore metallico. Subito una coppia di incantatori eressero una barriera magica attorno alla porta, sigillandola.
Situata nel sotterraneo della torre della Gilda Arcana, l'area fungeva da rifugio di sicurezza durante gli attacchi. Al momento ospitava tutti i maghi che si trovavano nella torre durante l'attacco, più tutti i clienti e gli ospiti.
"Dov'è Kemper?" Chiese Lucian.
Un accolito distese la mano indicando quattro o cinque apprendisti che accompagnavano il mago, sfinito dal combattimento, presso una delle brande di emergenza.
"Il drago è stato sconfitto?" Domandò ancora il ranger.
"Il drago è tornato da dove è venuto. Le montagne a nord." Gli rispose una voce alle sue spalle. Si voltò e vide un vecchio arcanista dalla barba lunga, raccolta in due trecce che scendevano dritte fin quasi ai suoi piedi. "Kemper non è riuscito a sconfiggerlo. Si trattava di un drago molto potente."
Alcuni maghi stavano trasportando il corpo dell'angelo nero sconfitto da Ivan, Lucian e Krisonna con l'aiuto di Lepel. Nello scontro Lotus era morto. Il corpo dell'angelo nero era stato posto su una barella galleggiante, e alcuni giovani arcanisti si apprestavano ad analizzarlo.
"Quando potremo nuovamente tornare nei nostri laboratori. I nostri addetti alla sicurezza stanno controllando che non ce ne siano altri in giro. - Riprese il vecchio - Ma perdonatemi, non mi sono presentato: io sono Milos, il responsabile delle difese della Gilda."
Lucian e Krisonna fecero sottilmente notare che avevano sconfitto l'angelo, a costo della vita.
"Meritate senza dubbio una ricompensa, - disse Milos - chiedete a Lobas Derdensku. Quel mago dall'aspetto cupo che si trova laggiù. Lui è il sovrintendente arcano."

Il gruppo si fece strada attraverso la folla. C'erano persone di tutti i tipi, perlopiù maghi e arcanisti, che raccolti in piccoli gruppi discutevano sulla situazione, sul perché dell'attacco, sul significato di quello che stava accadendo. Lobas stava scrutando cinque sfere di cristallo fluttuanti, all'interno delle quali si intravedevano scene dalla superficie: il campo dei mercenari distrutto dalle fiamme, le mura cittadine in parte sfondate dai colpi del drago, i feriti che affollavano l'ospedale militare nella rocca.
"Di cosa avete bisogno?" Lobas parlò con voce rauca e profonda. Si voltò. Il suo aspetto era quello di un essere antico e sapiente. Gli occhi erano profondi come due crateri di vulcano, la pelle marmorea e rugosa. Vestiva abiti nobili da arcimago.
Gli avventurieri si presentarono. Stringendogli la mano la sentirono fredda come la roccia.
"Ma certo, - disse, non appena gli spiegarono di aver difeso con ardore la torre della Gilda - avete senza dubbio diritto ad una ricompensa. Parlerò con Milos e con i nostri bottegai."

Lucian e Krisonna rivolsero numerose domande a Lobas. Il mago spiegò loro di come fosse preoccupato per quanto stava accadendo, e i due lo misero al corrente delle loro scoperte. Lobas prese le difese della chiesa di Sinth, che non poteva certo rinunciare ai suoi legami diplomatici e politici per dichiarare guerra ad una non identificata minaccia. Ancora una volta il dovere di salvare la città sarebbe spettato a degli avventurieri.
"E' lo Zeist, - disse Lobas - lo Zeist è la legge dell'universo alla quale nessuno può sfuggire... è l'inevitabilità, il destino, la regola che fa scorrere il tempo e ruotare i pianeti. Chi può prevedere dove lo Zeist vi porterà? Quello che so è che il destino di Thesis è nelle vostre mani."
Fece una lunga pausa, i suoi occhi si persero nel vuoto. Ivan sbadigliò.
"Milioni di anni fa, c'era un multiverso rigoglioso dove le divinità vivevano in simbiosi con i mortali, traendone potere e govenandone i destini. Poi si narra di un mortale... un potentissimo mortale... che osò sfidare gli dei. Lo Zeist lo favorì. Sfidò e distrusse un dio malvagio e ne conquistò i poteri. Non soddisfatto proseguì nella sua crociata distruggendo tutte le divinità del male una dopo l'altra. Quando anche l'ultima fu caduta... il suo cuore era così denso di malvagità e di potere oscuro che voltò la sua arma contro tutte le altre divinità. Divenne un dio supremo, ma la sua avidità non si fermò, e in men che non si dica si fuse con il suo intero piano di esistenza. E continuò, divorando multiversi. Finché negli spazi eterni dell'infinito non incontrò altre essenze come lui: i Terrori Ancestrali. Essi sono cinque, pura energia oscura, un concentrato di tutte le paure esistenti, immoti e onnipotenti.
Quando i nostri saggi si accorsero che quelle forze ataviche stavano per raggiungere il nostro multiverso, i più potenti incantatori esistenti officiarono un terribile rituale magico che spezzò l'universo in due parti: il Nephandum da una parte, i reami degli progenitori ancestrali dall'altra. Nel mezzo, si generò Thesis. Una sola divinità decise di rimanere e vegliare affinché tra i terrori ancestrali e il multiverso restasse per sempre lo spazio di una dimensione: Sinth, la dea madre."
Lobas mostrò un anello, che teneva al dito. L'anello di Sinth.
"La maggior parte delle persone che vive su Thesis ignora queste cose. Addirittura la maggior parte dei sapienti ne è all'oscuro. Ma io ho voluto che voi sapeste, affinché foste consapevoli di cosa c'è in gioco."