Kemper tastò con i polpastrelli le lenti, sbuffò, poi trovò quello che cercava. Suy-Leen finì proprio in quel momento di vendere cianfrusaglie ad un tipo grassoccio dal sorriso ebete. Stava per chiedere a Kemper quanto tempo le avrebbe fatto perdere trattando per quella scheggia di cristallo, ma si accorse che dietro al mago si era schierato un piccolo contingente di Guardie Cittadine. Kemper lesse preoccupazione negli occhi della mercante, ma sentì chiaramente tuonare una serie di ordini dal retro delle fila, e si tranquillizzò all'istante.
Voltandosi, si trovò di fronte il Duca in persona.
La piccola folla di persone che cominciava a riconoscerlo era opportunamente bloccata dai soldati. Kemper mise in tasca il cristallo facendo cenno a Suy-Leen di pagarla al più presto.

"Voi vi intendete di geografia planare, Sir Vaneglin?"
Il Duca scosse la testa e si portò la mano alla barba, finemente curata e tagliata. Aveva delle conoscenze base di cartografia dei piani, ma si trattava di lezioni seguite quando era un ragazzo, presso i collegi di Wallace.
"Sa cosa sono i piani estremi, Duca? Ne ha mai sentito parlare?"
"No... Smettila con la tua saccenza impertinente, mago! Conduci le tue ricerche nella mia città solo perché io ti concedo di ricercare incantesimi pericolosi e di leggere testi che sono considerati proibiti. Ora mi serve la tua sapienza, quindi rispondi alle mie domande, o tornerai a discutere di pietre runiche nelle squallide aule di università dalle quali sei fuggito."
Kemper sollevò le spalle con noncuranza. Continuava a ruotare il suo telescopio e si fermò solo quando l'enorme arnese si trovò puntato verso il palazzo ducale.
"Non c'è bisogno di essere scontrosi, Duca, vi avrei parlato del problema volentieri e vi avrei cercato io stesso, una volta modificato il mio telescopio. Ecco, guardate voi stesso."
Yordan si avvicinò con superiorità, e guardò attraverso le lenti.
Era la sua residenza, il palazzo del Duca, a Keremish. Ma qualcosa non andava... il cielo sembrava diverso, cupo, nuvoloso... e un gigantesco vortice di nubi si avvolgeva a spirale sopra l'intero edificio. Vaneglin tolse lo sguardo dal monocolo. Il cielo era terso. Tornò al telescopio. Cielo grigio e tempestoso.
"Cosa significa?"
"E' un gorgo planare. - Spiegò il mago, cercando qualche carta che lo aiutasse ad essere chiaro tra le pergamene sulla scrivania. - Una breccia, un passaggio... Uno spiraglio verso un'altra dimensione."
Il Duca cominciava a sudare freddo, ma tentava di mantenere un contegno degno della sua carica. Aveva studiato i passaggi dimensionali... questo era completamente diverso. I maghi antichi erano in grado di aprire dei passaggi per altri piani, ma questo fenomeno, per dimensione, non era nulla di comparabile.
"Un gorgo planare... un passaggio... verso dove?"
Kemper sospirò. "Verso di noi."