febbraio 04, 2007

4.09 - Quel che si muove nell'ombra

Lasciarono il corpo del gigante dietro alcuni cespugli vicino al fiume, oltre le mura orientali della città. Krisonna analizzò velocemente l'enorme spada dell'energumeno. Era uno spadone in essedreel di buona fattura, con una enervatura ed un comunissimo cristallo del potere allocato. Poteva comunque valere per la quantità di metallo in sé.
Prima di dedicarsi agli affari però, portarono il corpo di Gordianus dalla Custode del Culto, la sacerdotessa Bree. Bree rimase sconcertata nell'apprendere che il paladino era stato ucciso. Immediatamente diede l'ordine di chiamare gli amministratori del culto del trapasso, affinché le spoglie potessero essere ricomposte in modo appropriato per poi procedere ad un rito di rianimazione divina.
"Non vi preoccupate del costo, - aggiunse la sacerdotessa - per questa volta la chiesa di Sinth si accollerà l'ammontare... un nostro paladino è morto nel compimento del suo dovere, se possibile lo rianimeremo."
Passarono quattro ore. Il cielo cominciava a tingersi di rosso. Il lungo tramonto aveva inizio.
Gli accoliti di Sinth uscirono dalla sala del rituale ricoperti di sangue e stremati dallo sforzo. Bree era completamente coperta del sangue di Gordianus, ma sorrise.
"E' tornato in vita... dategli solo il tempo di riprendersi. Il suo corpo resterà debilitato per un po' di tempo e le cicatrici non spariranno mai. Soprattutto quelle nell'anima."
Poi si allontanò.

Alla Locanda del Pollo Aviario notarono il chierico del gruppo di Castalia che sorseggiava del sidro vicino alla finestra, in un angolino. Si accorsero anche che l'annuncio della missione per la quale era partito quel gruppo risultava cancellato e la ricompensa riscossa.
"Potrebbero aver scoperto qualcosa sul drago." Suggerì Krisonna.
Si avvicinarono al sacerdote, il quale risistemandosi la chioma bionda e fluente allungò loro una sedia. Si sedettero. Il chierico sembrava fresco e riposato.
"Come è andata la missione con quei goblin, Orion?" Gli chiesero.
"Una passeggiata. - Rispose il sacerdote sbuffando con aria di superiorità - C'erano delle grosse bestie... muso da iena... code come fruste... grandi come orsi... che in qualche modo strano riuscivano a comandare lupi e warg. I goblin della foresta erano le vittime, non i responsabili. Incredibile, vero?"
"Già. - fece Lucian, che aveva difficoltà a capire se i mostri descritti da Orion fossero reali o il frutto del sidro che aveva già bevuto. - E avete scoperto nulla del drago?"
"Oh, si! - Esclamò Orion - Ma non sono sicuro di potervene parlare."
"Erano gli accordi presi con Castalia. Noi davamo o lei le nostre informazioni, lei dava a noi le sue." Gli ricordò Krisonna, con il massimo della diplomazia possibile.
"Va bene... - Annuì lui - Abbiamo scoperto che il drago collabora in qualche modo con una delle gilde di ladri di Keremish, le Mantidi Notturne."
"L'unica gilda di Keremish." Ricordò Lucian. I Pugnali di Cristallo erano stati recentemente distrutti dai mercenari dell'ordine del Teschio Cremisi. Erano veramente morti tutti? Il ranger si ricordò di essere tornato al loro vecchio covo, di recente, trovandovi solo macerie. Ora le Mantidi Notturne avevano il controllo di tutte le attività illegali della città. E a questo proposito erano venuti recentemente a conoscenza del fatto che il Duca, per non perdere grosse fette di commercio a causa della cattiva fama che la città si stava guadagnando, aveva offerto grossi vantaggi a tutti i mercanti che stringevano alleanze con Keremish, tra i quali Guasco de Borgognoni. Potevano tutti questi eventi essere intrecciati in un unica grande trama? Che le Mantidi Notturne avevano un loro tornaconto? Chi c'era veramente dietro tutto questo?
"Ma non è tutto! - Li sorprese Orion - C'è qualcun altro. Una Confraternita di incantatori, di cui sappiamo poco, e della quale abbiamo sentito solo voci. Si muovono nell'ombra, e sembra che abbiano trame un po' ovunque."
Ringraziarono il chierico e andarono a riposare. Avevano molto su cui riflettere.

Il mattino successivo Gordianus poteva unirsi di nuovo ai suoi compagni.
Si recarono alla Gilda Arcana per avvisare Milos del cadavere in riva al fiume. Forse avrebbero potuto esaminarlo e scoprire qualcosa di interessante. Il mago chiamò a se qualche apprendista e andarono subito sul posto. Nel frattempo gli avventurieri portarono la spada (faticosamente trascinata da Ivan) da Melissa, il fabbro della città. La ragazza era giovane e piuttosto inesperta nell'arte della forgiatura, ma raccoglieve l'eredità del vecchio padre, sempre presente nella bottega, seduto alle sue spalle, e troppo vecchio per poter lavorare. Melissa era una ragazza dal fisico robusto e dalla pelle abbrustolita dal colore della fornace e annerita dalla fuliggine. I suoi capelli biondi erano appiccicati dal sudore e impastati di cenere, ma sotto quel chilo e mezzo di carbone c'era lo sguardo fiero di qualcuno che avrebbe voluto un futuro migliore anziché battere ferri di cavallo per gli allevatori della zona.
"E' un bel pezzo di essedreel! - commentò la ragazza - Posso pagarvelo 300 monete d'oro. E' poco meno del suo prezzo d'acquisto." L'offerta era generosa, ma Krisonna non sembrava convinta. Il vecchio fabbro blaterò qualcosa alle spalle della figlia, su come una volta fosse capace di forgiare spade con anche cinque enervature.
"Perché? Tu non sei capace?" Chiese Krisonna.
"No. Non riesco a lavorare il metallo per ottenerne più di tre."

La bottega di Melissa si trovava oltre le mura orientali, in alto sulla collina. Da lì potevano osservare i maghi della Gilda Arcana che analizzavano il cadavere della creatura, giù al fiume. Più tardi sarebbero passati alla torre a chiedere notizie.
"Sai nulla di una Confraternita segreta di maghi?" Gli chiesero, una volta nel suo studio.
"Ci sono molti arcanisti a Keremish, ora più che mai. E non tutti entrano a far parte della Gilda... come Krisonna ad esempio. E' probabile che questi maghi non facciano parte della nostra torre."
"Ma probabilmente vengono da voi per acquistare le componenti per i loro incantesimi, vendere oggetti magici..." Fece notare Lucian.
"Terrò gli occhi aperti. In caso vi avviserò. Ma abbiamo altre congreghe in città. Le streghe ad esempio. - Disse Milos, storcendo il naso per lo schifo. - Esseri che distorcono l'uso delle arti magiche per compiere gesta immonde. La Gilda è loro nemica da sempre."
"Ne abbiamo sconfitta una, tempo fa... Una Strega della seduzione... si era mascherata da Custode del Culto del tempio di Sinth. - Rammentò Lucian - E siamo sicuri dell'esistenza di almeno altre due di esse, una Strega degli specchi ed una Strega dei gatti neri..."
Milos si distese sulla sua sedia e sbuffò.
"Si... conosco quella storia... sembrava collaborassero con Whisper. Sono tre. Il minimo per una congrega. Forse ce ne sono altre. Ad ogni modo, loro hanno sicuramente più contatti con questa confraternita di noi. Almeno sapete dove cominciare ad indagare."

febbraio 03, 2007

4.08 - Ritorno e furia

Una volta riapparsi alle porte di Keremish, Azalorn si espresse opponendosi ad un ritorno presso quell'isola. I pericoli erano troppo grandi comparati ai guadagni. Ivan, Krisonna e Gordianus tornarono alla Locanda del Pollo Aviario, dove trovarono Lucian. Spiegata la situazione al ranger, Lucian acconsentì ad unirsi a loro per una seconda spedizione.
Accompagnarono Krisonna alla cattedrale, dove poté rimuovere l'aura di debilitazione che il contatto con l'arma maledetta del loro ultimo avversario le aveva calato addosso. La sacerdotessa le vendette anche qualche pozione, in misura preventiva. Poi passarono da Balmiro per acquistare pergamene di teletrasporto e poter viaggiare indietro all'isola.

Un attimo prima attorno a loro c'era l'aria soffocante della città. Le case bagnate dalla pioggia ed il cielo grigio dell'inverno. Poi tutto si dissolse nei rumori selvaggi della piccola foresta tropicale dell'isola dell'arcimago, Wabbekee. La pioggia cadeba nebulosa sulle larghe foglie degli alberi e il rumore delle gocce sembrava assorbire qualsiasi altro suono. Krisonna fece notare al ranger che una creatura umanoide alata volava in alto sorvegliando l'isola.
Lucian si spostò attorno alla roccia che si innalzava innaturalmente al centro del bosco. Saliva per 300 metri d'altezza, un picco vertiginosamente alto per un'isola di meno di 5 chilometri di diametro. Osservò le venature della roccia, il colore, la densità. Non si trattava di pietra vulcanica, quell'isola non era emersa dal mare a causa di eventi geologici. Notò nella foresta uno di quei ragni. Forse sorvegliavano l'area. Tornò indietro dai suoi compagni.
"Deve esserci una scalinata di pietra che conduce alla casa. L'abbiamo vista arrivando in nave." Ricordò Krisonna. Lucian scosse la testa. "Sì, ma probabilmente occorrerà girare attorno alla roccia e rischiamo di essere avvistati."
Scelsero la via più breve. L'arcanista rese tutti invisibili, poi utilizzando un incantesimo volare e lo stocco magico di Krisonna, s'innalzarono in aria verticalmente. Giunsero ad un'ampia balconata a circa 100 metri d'altezza sulle fronde degli alberi. Atterrarono senza fare rumore. All'estremità opposta del piazzale si ergeva una figura miscolosa ed imponente, altra tre metri. Sembrava un gigante di qualche tipo, quasi completamente nudo se non fosse per un perizoma di pelliccia ed un elmo di acciaio. La barba bionda ed i capelli lunghi scendevano sul corpo villoso. Appoggiava le braccia su un gigantesco spadone a due mani, e scrutava l'orizzonte in silenzio.
Alle sue spalle, qualche metro più indietro, c'era un passaggio che entrava nella casa di Wabbekee. Si intravedevano un focolare, un grosso tavolo in legno, delle pareti arredate con gusto.

Gli avventurieri decisero di sfruttare la sorpresa. Scivolarono attorno al grosso barbaro e... colpirono! Il gigante gridò di dolore nel vedere aprirsi nel suo corpo delle profonde ferite come se il vento stesso lo stesse ferendo. Un istante dopo l'invisibilità che proteggeva gli attaccanti svanì. Il barbaro roteò l'enorme spada e l'abbatté si Ivan, spaccando armatura e parte del parapetto di pietra in un sol colpo. Ma né Ivan, né Lucian, né Gordianus si allontanarono. Continuarono ad attaccare nella speranza di abbattere il gigante prima che lui potesse uccidere loro.
Purtroppo per loro, gli occhi del barbaro si accesero della sua ira furiosa. I muscoli del suo corpo si tesero come fasci di corde e con una serie di colpi poderosi scagliò via Lucian, che cadde a terra privo di sensi. Quindi urlando di dolore e rabbià colpì Gordianus, spaccandolo letteralmente in due. Il mezzo drago fu sollevato dal colpo, sventrato e sbattuto contro una parete. Ivan e Lucian continuavano a conficcare le loro lame nel corpo del nemico.
"Ivan, sfrutta la tua ira!" Krisonna, da una parte, si rendeva con orrore conto che per il paladino non c'era altro da fare, e correva a rianimare il ranger. Ma Ivan non aveva intenzione di bruciare le sue energie così presto. Il barbaro sollevò la sua arma colpì Ivan con tale forza da spaccare il pavimento e sollevare nubi di detriti.
Lucian si sollevò, parzialmente guarito da Krisonna un millesimo di secondo prima che il suo cuore cedesse per sempre. Poi Ivan entrò in furia. Con un affondo di spada, Ivan trapassò il cuore del temibile avversario. L'energumeno crollò addosso ad un muro, inondandolo del suo sangue. Ivan cadde a terra subito dopo, tramortito dallo sforzo compiuto.

"Dobbiamo andare via!" Disse Krisonna. Si udiva chiaramente un rumore di ali che si avvicinava.
"Teletrasportiamo via anche il corpo! - Suggerì Lucian, con un filo di voce. - Potremmo farlo analizzare..." L'arcanista stese le mani sui suoi compagni, i quali afferrarono a loro volta il corpo di Gordianus e quello del barbaro appena abbattuto. Non dimenticando la sua enorme spada. Un secondo dopo, non erano più lì.

gennaio 25, 2007

4.07 - L'isola dell'arcimago

La pioggia cadeva fitta sul ponte della nave. Il capitano si avvicinò al gruppo di ospiti paganti che aveva preso a bordo a Keremish, e puntando il dito verso il mare disse: "Vedete quelle rocce?"
Ivan, Krisonna, Gordianus e Azalorn spinsero gli sguardi in lontananza, dove il mare si confondeva con la pioggia e la sagoma di un'isola iniziava a delinearsi. "Quegli scogli non c'erano dieci anni fa, l'ultima volta che sono passato di qui! Non posso avvicinarmi di più all'isola. Il fondale potrebbe essersi sollevato e rischierei di incagliare la nave!"
Degli scogli alti e aguzzi emergevano dal mare. L'assenza di vento faceva sì che le grosse gocce di pioggia cadessero quasi verticali sul manto d'acqua, e i mozzi stavano rovesciando una scialuppa per liberarla dalla pioggia che vi si era depositata.
"Vi darò una delle mie scialuppe. - continuò il capitano - Il mare è calmo, dovreste riuscire a raggiungere la spiaggia facilmente. Però dovrete pagarmi la barca. Sono 30 monete d'oro, remi compresi."
"Ma come torneremo?" Chiese Gordianus. Krisonna gli spiegò che Milos li aveva provvisti di una pergamena di teletrasporto. Pagarono e scesero nella barca. Gordianus si mise ai remi e spinse la scialuppa tra gli scogli. In breve raggiunsero la spiaggia.

L'isola era poco più di un grosso scoglio che affiorava dal mare. Probabilmente di origine vulcanica, era lunga cinque chilometri e larga poco meno. La terra si era formata attorno ad un gigantesco sperone di roccia emerso dal mare per chissà quale evento geologico. Adesso sul quel costone di roccia erano visibili i resti di una abitazione, costruita in parte su un piano sporgente in parte nel vuoto. Sul fianco della roccia era stata scolpita una scalinata per raggiungere la casa, ma è probabile che ci fosse un sistema di carrucole e ascensori per arrivare lassù. Comunque la base della roccia si trovava nel mezzo dell'isola, e attorno era cresciuta una delle più intricate selve mai viste. Arbusti e sterpi, non riuscendo a coprire il sole, avevano permesso la crescita di un fastidioso sottobosco fatto di felci ed erbe infestanti, che con i secoli aveva coperto tutta l'isola fino alla spiaggia. Il capitano aveva detto loro che gli unici animali presenti sull'isola erano insetti, lucertole ed uccelli. E poi c'era quell'arcimago, Wabbekee, che dieci anni fa abbandonò la sua dimora e si trasferì altrove. Stava studiando le proprietà di un metallo rarissimo, per caso presente nella roccia alla base di quest'isola, il nihilium. Ma dieci anni fa lasciò ogni studio e si trasferì altrove. L'isola di Wabbekee rimase disabitata fino ad oggi. Milos aveva bisogno di quel minerale per portare avanti gli esperimenti di Pollas, ed ecco perché gli avventurieri erano lì.

Messa al sicuro la barca dalla marea, si inoltrarono nella vegetazione. Azalorn riusciva a muoversi con passo spedito anche nel sottobosco più fitto, ma gli altri dovevano procedere strappando e tagliando i cespugli e le felci, quindi dovette stare al loro passo.
Poi un rumore allarmò il ranger, un crepitio, come di elettricità statica. Riferì all'arcanista, la quale notò alcune scariche elettriche tra gli alberi. Aveva giò visto quel fenomeno: si stava per aprire un portale.
"Ma il collegamento con i piani è reciso!" Fece notare il paladino.
"Probabilmente il portale si apre verso un altro punto di questo stesso piano." Rispose Krisonna.
Si nascosero, ma la ragazza lanciò sul gruppo una invisibilità per maggiore sicurezza.
Il portale si aprì qualche secondo dopo. Sembrava che conducesse all'interno di un edificio... con mura di mattoni grigi e porte di metallo. Un essere minaccioso uscì dal varco dimensionale: il suo aspetto era quello di un grosso umanoide dalle zampe caprine, con due paia di corna da capra ed una pelle rossa e coperta di peli neri. Vestiva di lacci di cuoio ed impugnava una verga magica. Diede dei comandi in una lingua strana, quindi una decina di esseri, simili a ragni ma con un unico bulbo oculare al posto del corpo, sciamarono fuori dal portale diffondendosi per la foresta. Lui restò in attesa. Anche gli avventurieri.
Dopo qualche minuto parte dei ragni tornò indietro. Sembrava che l'essere comprendesse la strana sequenza di rumori striduli che i ragni emettevano per comunicare. A quel punto rientrò e per un paio di minuti sembrò che l'intero bosco stesse ascoltando in silenzio. Quando si riaffacciò, era seguito da un gigante con sei braccia, la pelle verde, zanne da cinghiale che sporgevano fuori dalla sua bocca e i capelli raccolti in un unica ciocca rossa, sulla testa. Gli avventurieri lo videro allontanarsi assieme ai ragni verso la spiaggia... verso la barca! L'altro rimase a sorvegliare il passaggio. Era il momento di agire.
Gordianus raccolse Krisonna e utilizzando il suo cristallo del volo la depositò su un ramo. Ma il rumore dell'armatura del paladino allarmò il guardiano. Stringendo la verga nel pugno si inoltrò nel bosco verso Gordianus e tentò di colpirlo sferzando nell'aria la sua arma. Colpì solo un alberò, che sembrò seccarsi al tocco della verga.
A quel punto Ivan partì in carica contro il diavolo. Il suo corpo si gonfiò della forza della furia, e la sua testa mutò forma, fino a divenire quella di un grosso e feroce ghiottone. Azalorn, che vedeva per la prima volta questa trasformazione, restò scosso per qualche secondo. La spada di Ivan si abbatté sull'avversario, e il guerriero uscì dall'invisibiltà. Anche Azalorn rinunciò a restare nascosto ed attaccò l'energumeno cornuto. La verga del diavolo colpì Ivan più volte, sommando al danno il suo potere corruttivo. Per fortuna Krisonna e Gordianus erano rimasti invisibili e si occuparno di curare le ferite del guerriero, che in preda alla furia sarebbe morto anziché ritirarsi. Le mazzate subite non fermarono comunque la sua spada, che continuò a colpire fino a che il nemico non crollò a terra sconfitto.
Krisonna si impossessò incautamente della verga, la quale reagì al suo tocco scagliando su di lei una maledizione debilitante. L'arcanista rinviò le preoccupazioni: adesso era meglio fuggire. Infilò la verga nello zaino e tutti insieme si diressero verso la dimora dell'arcimago.

Azalorn guidava il gruppo. Giunse per primo alle pendici della parete di roccia sulla quale l'arcimago aveva eretto la sua abitazione. "Forza! Sbrigatevi! Da questa parte!" Gridò. Grave errore. In alto, qualcuno stava ascoltando. Munito di due enormi ali da drago, l'umanoide sentì echeggiare nell'aria la voce del ranger e scagliò nella boscaglia una palla di fuoco. Azalorn saltò in aria investito dalle fiamme. La creatura iniziò quindi una lenta discesa circolare per controllare cosa aveva colpito.
"Dobbiamo tornare a Keremish e curarci!" Sentenziò Krisonna. Si rese conto che gli effetti della maledizione potevano essere scacciati, se entro 24 ore avesse provveduto a lanciare su di sé una magia curativa. Che però nessuno lì possedeva né era in grado di lanciare. Gli altri convennero che era una buona idea. Raccolsero Azalorn e si prepararono ad utilizzare il teletrasporto.

gennaio 24, 2007

4.06 - Il gruppo di Castalia Van Dike

Il ritorno di Azalorn fu festeggiato con una grossa scorpacciata a base di cipolle e patate presso la Locanda del Pollo Aviario. Erano appena stati nel bosco, ad officiare il rituale che trasformava un volta per tutte Ivan Strong in una creatura magica, in grado di mutare forma durante la furia del combattimento. Sorseggiando idromele il gruppo si rese conto che l'atmosfera in città si faceva ogni giorno più tesa. Le giornate buie e piovose dell'inverno non aiutavano certo a far salire il buon umore. Le guardie ed i mercenari pattugliavano le strade con solerzia stressante, e di tanto in tanto compivano ispezioni e perquisizioni in cerca di "mostri" o "minacce" nelle case dei cittadini. Ma la loro presenza non teneva le paure della gente lontane dalle case. I volti erano stanchi e le discussioni giravano sempre attorno ai soliti argomenti... morti improvvise, strane ombre nei vicoli, presenze sinistre tra la folla, voci di fatti insoliti da oltre le mura. Il Duca aveva impegnato ogni singolo avventuriero di Keremish, stretto dubbie alleanze con popoli poco affidabili, emanato nuovi bandi di arruolamento per la milizia della città, tenuto discorsi diplomatici con i mercanti più importanti per invitarli a proseguire nei rapporti commerciali. Ma cosa poteva fare per lenire le insicurezze della sua gente? Le paure?
Una lunga alba si apprestava a lasciare il posto al giorno. Le albe ed i tramonti sembravano non terminare mai, in questi giorni. Il cielo si tingeva di carminio e non sfumava verso l'azzuro o il blu se non dopo interminabili mezzore. E la pioggia cadeva con gocce grosse e rumorose.

"Potremmo andare a reclamare quella villa infestata... - stava proponendo Krisonna - La danno in regalo a chi vi rimane per una notte intera. Altrimenti ci sono i sotterranei del tempio."
L'arcanista sfogliava le richieste di mercenari avventurieri che aveva raccolto nelle varie bacheche cittadine. Nel frattemo alcuni soldati dell'Ordine del Teschio Cremisi entrarono nella locanda. Due si sedettero ad un tavolo, il terzo attaccò un avviso di qualche genere alla bacheca prima di raggiungere gli altri. Sembrava una taglia. Krisonna si alzò e andò a controllare: 10.000 monete d'oro sulla testa del misterioso drago che aveva attaccato la città pochi giorni fa.
"Abbiamo un impegno preso con Piria e Guasco De Borgognoni." Ricordò Ivan.
"Ormai staranno già discutendo con il duca." Rispose Krisonna.
"Comunque 10.000 monete d'oro sono poche." Ribatté il guerriero.
Erano poche per loro che conoscevano il rischio. E comunque c'era il tesoro. Il foglio non rimase appeso per troppo tempo. Un avventuriero in abiti da arcanista la strappò dal muro. Gordianus chiese perché fosse interessato a quell'annuncio.
"E' ovvio. Sono un avventuriero anche io. Il mio gruppo è quello laggiù."
Indicò un tavolo in fondo, vicino al camino. Vi erano seduti un chierico dai biondi capelli e dalle vesti molto ricche, una ragazza lybran in abiti da bardo ed una mezzelfa, con i capelli castani, l'armatura leggera ed uno sguardo molto sicuro di sé.
"Un mago, un bardo, un chierico ed una guerriera. E' un bel gruppo." Constatò sottovoce Ivan.
"Con permesso." Fece l'arcanista, chinando la testa sulla quale brillavano lunghi capelli impomatati. Aveva occhiali sugli occhi ed una barba sottile molto curata. Un tipo preciso.

Dalla porta entrò Carden.
"Cercavo proprio voi." Disse, dirigendosi velocemente al tavolo del gruppo. Si accorse che c'era un avventuriero in più. "E tu chi sei?" Chiese.
"Azalorn." Rispose il ranger. "Normalmente faccio parte del gruppo, ma ho avuto da fare."
La maga scosse la testa. "Va bene. - proseguì - Ho chiesto in giro e mi hanno detto che eravate qui, perciò sono passata prima di tornare alla Gilda. Pare che Milos abbia finito di tradurre gran parte dei diari di Pollas sull'essedreel bipolare. Gli occorre una componente, e ha bisogno di avventurieri che la recuperino. Metterà un annuncio pubblico, ma forse potete anticipare la concorrenza e occuparvene voi, visto che finora siete stati così efficienti."
"Grazie Carden. - Fece Krisonna, interpretando il pensiero di tutti - Parleremo con Milos."
La maga salutò con un gesto di commiato e uscì, attirandosi dietro i commenti pecorecci di metà della gente seduta ai tavoli. Anche Azalorn chiese quanti anni aveva, ma decise che era troppo vecchia per lui.
"E Lucian?" domandò Ivan. Il ranger non c'era, stava cercando di ottenere un permesso di ingresso per il suo lupo. "Ci raggiungerà." Concluse Krisonna.

Stavano per alzarsi quando una delle ragazze del gruppo di avventurieri seduto in fondo si avvicinò.
"Salve, mi chiamo Castalia."
Gli avventurieri risposero al saluto con poco entusiasmo. La mezzelfa non se ne curò. "Girano voci su di voi. Si dice che abbiate affrontato quel drago, mentre assaltava la città. Noi saremmo interessati a quella taglia... per non parlare del tesoro."
"Buona morte." Commentò Ivan.
"Cosa potete dirci di quell'essere? Sputava fuoco? Era un drago rosso?"
"Non era un drago rosso. - Le spiegò Krisonna. - Dalla bocca sputava uno strano liquido che si incendiava a contatto con l'aria. E' un drago di un tipo sconosciuto. E siamo anche sicuri che ci sia qualcuno con cui il drago collabora ed è alleato."
"Chi?" Chiese Castalia. Ma Krisonna scosse la testa.
"Forse allora potremmo indagare su quegli alleati... capire chi c'è dietro, in modo da occuparci prima di lui." Rifletté la mezzelfa. Ivan si lasciò sfuggire un altro commento cinico. Krisonna annuì.
"Beh, ora vi lasciamo ai vostri affari, andiamo a mozzare le teste di qualche goblin!" Concluse la ragazza. I suoi compagni erano già dietro di lei.
"Ammazzare i goblin? E poi andate a caccia di draghi? Noto una certa differenza di impegno tra le due missioni..." Disse Ivan.
"In qualche modo dovremo pure pagare i conti della locanda." Gli rispose Castalia. Poi tutto il gruppo uscì dalla sala. Gli avventurieri, dal canto loro, pagarono il conto e si avviarono per andare a parlare con Milos.

gennaio 20, 2007

4.05 - Tuoni e fulmini nella sala del sapere

Dalla porta provenivano odore di aria ionizzata e puzza di bruciato. Krisonna se ne accorse e lanciò incantesimi di resistenza al fulmine sui suoi compagni. Tranne su Lucian, che possedeva già un anello magico in grado di garantirgli una resistenza assai superiore a quanto Krisonna potesse donargli.
L'ingresso era in disordine. Strisce di bruciato correvano sulle pareti e sugli scaffali dei libri come se avessero subito delle sferzate da parte di fruste infuocate. Nei pressi della porta erano visibili i resti del corpo del bibliotecario, trovato carbonizzato nell'atto di uscire dalla stanza.
Carden lanciò un nuovo muro di forza alle spalle degli avventurieri non appena furono tutti nell'edificio. Era la prassi. Tutto ciò che si sapeva era che un accolito, nel tentativo di animare alcuni oggetti che l'aiutassero a pulire la biblioteca, aveva lanciato una magia di troppo. L'incantesimo era entrato in risonanza con i cristalli luminosi utilizzati per dare luce all'edificio, generando un effetto di magia selvaggia che aveva avuto conseguenze devastanti e -senz'altro- pericolose.

Si addentrarono con cautela tra gli scaffali colmi di volumi polverosi. Alcuni erano molto natichi, grossi, gonfiati dall'età e dall'utilizzo. Di tanto in tanto, su uno scaffale, si notavano segni di bruciatura. Krisonna individuò una debole presenza magica localizzata al centro della struttura. Varcarono la soglia della zona centrale della biblioteca, e vi trovarono un luminoso agglomerato di cristalli luminosi, che si era addensato a formare un grosso nucleo dalla forma ottaedrica. Scariche elettriche vibravano attorno al costrutto soprannaturale. Quando l'essere si accorse della presenza degli avventurieri, si scompose in tre ottaedri più piccoli e iniziò a scaricare energia elettrica sugli estranei.
Le scariche elettriche superavano abbondantemente il livello delle protezioni magiche fornite da Krisonna. L'unico in grado di affrontare gli avversari era Lucian. Ivan, bruciato dalle cariche elettriche, si ritirò presso i compagni mentre l'arcanista del gruppo apriva un piccolo vano dimensionale dove rifugiarsi.
La lotta contro gli ottaedri fu lunga ed estenuante. Le creature attiravano e respingevano il metallo a tempi alterni rendendo difficile colpirle e strappando di mano le spade all'unico nemico che era rimasto ad affrontarle. Colpo dopo colpo, Lucian sgretolò il primo degli ottaedri elettrici. Gli altri due sommarono le proprie scariche elettriche sul mezzelfo ma anche grazie all'aiuto di Ivan riuscirono a distruggere gli altri due costrutti in poco tempo.
La biblioteca era libera da ogni pericolo.

Illus. di Elisa Ferrotto (Fenice Banshee)

gennaio 18, 2007

4.04 - Il passato del Mago dei Corvi

Milos sembrava molto coinvolto mentre spiegava agli avventurieri che gli esperimenti di Pollas erano mirati a potenziare il legame elementale dell'essedreel con i cristalli magici. Comunicò che tutti i suoi diari ed appunti erano stati immediatamente messi sotto analisi per poterne decifrare il contenuto e poter proseguire le ricerche. Era altresì sconvolto per la tragica fine del collega, ovviamente.
Chiese agli avventurieri di farsi vivi più avanti. Se dalle ricerche fosse affiorato qualcosa, avrebbero avuto bisogno di avventurieri capaci per recuperare eventuali componenti. Per ora la Gilda Arcana non aveva altro da offrire loro. Tranne uno stupido lavoro presso la biblioteca e una pericolosissima missione in una distante roccaforte. Ma la prima sembrava adatta a dei principianti, la seconda richiedeva un livello di esperienza che nessuno riteneva di aver raggiunto. Altri avventurieri si stavano occupando di un labirinto di beholder abbandonato.
Krisonna domandò da chi poteva raccogliere ulteriori informazioni riguardo il "mago dei corvi". Milos indirizzò il gruppo da Carden Derdensku, la figlia di Lobas.
Carden era seduta ad un tavolo alchemico scrivendo appunti su di un grosso libro. Era vestita con abiti nobili e indossava preziosi monili. Si alzò ad accolse gli ospiti come se li stesse aspettando, ignorando la maleducazione del padre che si aggirava per la stanza assorto nelle sue letture.
"Milos mi aveva detto che mi cercavate, mentre eravamo nel rifugio. Cosa vi serve?"
"Informazioni. - Le disse Krisonna - Sul mago dei corvi. Un incantatore molto potente il cui corpo sembra composto da centinaia di corvi... come è possibile?"
"Suppongo si tratti di Allan Wisestep. O di ciò che ne resta." Sembrava stesse ripescando da antichi ricordi sui quali ormai aveva messo una pietra sopra. Ma dopo una breve incertezza iniziale, riprese.
"Era un Arcanista molto potente. Specializzato negli incantesimi del tuono e del fulmine. Ma il suo sangue mezzelfo lo spingeva all'avidità... voleva sapere di più, imparare di più. Tentò qualche nuova strada per acquistare più potere, ma senza successo. Da allora non lo vidi più. Ma so che durante lo scontro tra Whisper e Valisid il suo corpo restò esposto all'esplosione di un potente ertefatto... prima di quell'incidente aveva un famiglio corvo ed aveva creato numerosi incantesimi per moltiplicarne la forma... probabilmente un flusso di magia ne ha modificato l'essenza in via definitiva..."
Scosse la testa "Non so altro."
"E riguardo i sotterranei del tempio di Sinth?" Domandò Krisonna. Alla cattedrale la custode del culto era in cerca di avventurieri per esplorare i sotterranei del tempio. Potenti oggetti erano nascosti lì sotto, ma pericolose trappole ed imponenti guardiani non lasciavano passare nessuno.
Carden fece un cenno con gli occhi per indicare suo padre.
"E' lui l'esperto di storia e mitologia magica. Ha più di 250 anni. Io so soltanto che il tempio, assieme ad altri sei luoghi nel regno di Wallace, fa parte di circolo magico dove le energie arcane sono ancora molto potenti. Questi posti erano in passato considerati sacri e vi sorgevano edifici, statue o santuari per la preghiera. Purtroppo la conoscenza della loro magia è andata perduta nei secoli. Su uno di questi fulcri sorge la Cattedrale della Dea Madre. C'e n'è un altro qui vicino, sulla strada mercantile ovest... ci sono le rovine di un tempio antico. Allan era uno studioso di queste energie, per questo venne a Keremish, anni fa."

Gli avventurieri decisero di non disturbare Lobas.
Prima di andarsene dalla torre chiesero a Milos se qualcuno poteva aiutarli ulteriormente. Milos li indirizzò da un vecchio costruttore di Golem, un arcanista che viveva nel quartiere nobile della città, un tale Gelb Rothblau. Aveva costruito i guardiani per la Gilda Arcana, e probabilmente anche quelli per proteggere i sotterranei del tempio. L'avrebbero incontrato dopo. Ora decisero invece di aiutare la Gilda riguardo i problemi nella loro biblioteca. Milos chiamò Carden e, una volta stabilito il compenso, face accompagnare gli avventurieri presso l'edificio.

gennaio 10, 2007

4.03 - Lo strano destino di Pollas

Quattro arcanisti da battaglia entrarono nella sala sotterranea per comunicare a Milos che la torre era sicura. Il nemico si era ritirato. Pian piano tutti i maghi e gli ospiti della Gilda salirono alle sale superiori. I golem furono nuovamente attivati e iniziarono a raccogliere le macerie e riordinare le stanze. Lobas aprì un loculo segreto e invitò Krisonna a deporre all'interno dello scomparto di pietra il Teschio Cremisi. Laggiù sarebbe stato protetto finché non si fosse deciso cosa farne. Quindi risalirono ai piani superiori.
Lobas si avvicinò al bancone della bottega e accreditò ad ognuno degli avventurieri 7.500 monete d'oro, come ricompensa per la coraggiosa difesa della Gilda.
Mentre gli avventurieri stavano contrattando l'acquisto di alcuni cristalli del potere, alle loro spalle apparve una figura imponente, alta oltre due metri, dalla carnagione bianco-azzurra e con occhi argentei. Tra i capelli chiari era visibile una cresta lucida che scendeva dietro la testa. Vesti da paladino e un'armatura di tutto rispetto coprivano il corpo muscoloso.
"Gordianus! - Esclamò il bottegaio - Bentornato alla Gilda Arcana. Sei venuto a spendere almeno una parte delle tue 6.665 monete d'oro di credito?"
"Non ancora. - Rispose il paladino - Ho bisogno di un cristallo magico per la mia arma e per la mia armatura, ma il mio credito non è ancora sufficiente."
Krisonna si avvicinò all'avventuriero. Rapidamente concluse che doveva trattarsi di un mezzo-drago, probabilmente d'argento.
"Hai un credito piuttosto cospicuo. Devi essere un avventuriero molto capace."
"Sei un paladino di Sinth?" Aggiunse Lucian.
"Di un ordine devoto alla dea, certo."
"E sei già parte di un gruppo di avventurieri?"
"Non ancora." Rispose sinteticamente il mezzo-drago.
"Abbiamo giusto bisogno di un nuovo membro. - Propose Krisonna - Se entrerai nel nostro gruppo ti fornirò io stessa i cristalli che cerchi, senza bisogno che tu debba comprarli."
Gordianus rifletté per qualche istante. Da quel che aveva appena ascoltato sembrava che questi tre avventurieri avessero appena salvato la torre dall'assalto di un angelo nero.
"Va bene."
C'erano altre cose da fare in città, il gruppo diede uno sguardo alla bacheca delle missioni, quindi si recò dal fabbro e alla Cattedrale della Dea Madre. Infine, pronti per la prossima sfida, decisero di tornare alla Gilda Arcana per chiedere di una indagine il cui annuncio era stato esposto in bacheca.

"Oh... l'incidente di Pollas, è vero."
Milos inforcò gli occhiali e lesse l'annuncio che gli avventurieri avevano raccolto nella bacheca.
"Mi ero quasi scordato di questa faccenda. Pollas conduceva esperimenti alchemici nella sua stanza, c'è stata una esplosione e abbiamo mandato delle guardie a controllare, ma non sono più tornate. Abbiamo sigillato la sua stanza in modo che nulla potesse invadere la torre, quindi abbiamo esposto l'annuncio. E' bizarro che abbiate risposto proprio voi, non credete?"
Accompagnò il gruppo ai piani superiori della torre, fino al secondo piano, dove si trovava lo studio di Pollas. Giunto lì dissolse il muro di forza che bloccava la porta e ne eresse un'altro tra lui stesso e gli avventurieri.
"Buona fortuna!" Augurò.
Krisonna e Lucian entrarono per primi, seguiti da Gordianus e Ivan. La stanza era in disordine, la finestra aperta era oscurata da una pesante tenda che si gonfiava ritmicamente sospinta dal vento. Lucian controllò il pavimento, trovò tracce di un corpo trascinato verso la finestra. Quindi si avvicinò ad uno dei banconi alchemici.
"Cos'è questo?" Chiese a Krisonna.
La ragazza si avvicinò e ispezionò il tavolo da lavoro.
"Sembra che qui si stessero svolgendo esperimenti di incantamento di armi. Ci sono residui di Essedreel e riconosco la disposizione delle lenti."
Lucian notò alcune pergamene aperte. Qualcuno stava incantando un'arma, qualcosa doveva essere andato decisamente storto. Si avvicinò alla tenda e la tirò da parte. La finestra dava su un tetto, qualcuno era saltato oltre, probabilmente prima che i maghi schermassero la stanza. Alcune tegole erano spaccate. Il ranger volò sul tetto sfruttando il potere del suo anello magico. Krisonna attivò la capacità di volo del suo stocco e si fece portare sul tetto da Gordianus. Ivan saltò giù, atterrando con uno schianto tra le tegole.
"C'è un vetro sfondato, nella finestra di quel magazzino." Fece notare Krisonna.
Osservarono l'interno: un magazzino di prodotti di terracotta e ceramica, giare, ampolle, vasi. Entrarono con relativo silenzio. Ivan piombò a terra saltando.
C'erano tre cadaveri a terra. Lucian e Krisonna si fecero avanti. Erano decomposti, lasciati in terra a marcire da diversi giorni. Il ranger notò delle ferite da taglio che avevano lacerato il costato del corpo di Pollas, ormai ridotto ad una carcassa marcescente, cibo per mosche.

Solo allora si accorsero di tre figure dalla forma indefinita che stavano immobili in un angolo. Lucian pensò bene di attirare la loro attenzione con un sasso. Le creature si resero conto di essere osservate, ed in men che non si dica attaccarono.
Una di loro si gettò tra le anfore. L'altra si sciolse in un liquido metallico che risalì velocemente la parete fino al soffitto. La terza estrasse dal proprio corpo un cristallo e lo attivò, ricoprendosi di scariche elettriche. Mercuroidi!
Lucian, che poteva contare sulla protezione dal fulmine garantitagli dall'anello magico, si scagliò contro quello avvolto dall'elettricità. Ivan lo seguì, brandendo la spada. Il mercuroide attaccato al soffittò attivò una gemma gelida e iniziò a scagliare getti di metallo liquido congelanti sugli avventurieri. Gordianus tentò di avvicinarsi invece a quello nascosto tra le anfore. Purtroppo la natura liquida del suo nemico faceva dei vasi di terracotta un ottimo posto dove nascondersi. Gordianus attaccò sfondando con la sua spada le anfore, ma il mercuroide sfuggiva tra le stesse infilandosi tra quelle più distanti. Un getto di mercurio incendiario fece capire al paladino che questo mercuroide possedeva una gemma infuocata.
Quando Lucian e Ivan ebbero assestato il colpo di grazia al primo nemico, il guerriero si precipitò da Gordianus. "Lascialo a me! Tu pensa a quello in alto!"
Krisonna lanciò resistenze agli elementi sugli altri compagni e un volare sul mezzo-drago, che si gettò sul mercuroide sospeso tra le travi del soffitto. La resistenza al gelo del paladino gli permise di assestare alla creatura potenti colpi senza ricevere danno. Il mercuroide fallì i vari tentativi di afferrare la spada di Gordianus per liquefarla. Quando vide che lo sconro volgeva al peggio, si gettò sull'altro mercuroide, che nascosto tra le giare stava ancora dando del filo da torcere a Ivan. Le due creature si fusero in una sola gigantesca massa di mercurio che sfondò le casse e i vasi intorno per emergere nella sua potenza. Purtroppo ebbe vita breve. I colpi combinati di Lucian, Gordianus e Ivan la distrussero in pochi secondi.
La massa di metallo liquido senza vita si sparse per il pavimento del magazzino, lasciando a terra tre cristalli del potere.

Illus. di Andrea Longhi

gennaio 09, 2007

4.02 - Quiete dopo la tempesta

La pesante porta del rifugio di sicurezza si chiuse alle spalle di Lucian e degli altri emettendo un gracchiante rumore metallico. Subito una coppia di incantatori eressero una barriera magica attorno alla porta, sigillandola.
Situata nel sotterraneo della torre della Gilda Arcana, l'area fungeva da rifugio di sicurezza durante gli attacchi. Al momento ospitava tutti i maghi che si trovavano nella torre durante l'attacco, più tutti i clienti e gli ospiti.
"Dov'è Kemper?" Chiese Lucian.
Un accolito distese la mano indicando quattro o cinque apprendisti che accompagnavano il mago, sfinito dal combattimento, presso una delle brande di emergenza.
"Il drago è stato sconfitto?" Domandò ancora il ranger.
"Il drago è tornato da dove è venuto. Le montagne a nord." Gli rispose una voce alle sue spalle. Si voltò e vide un vecchio arcanista dalla barba lunga, raccolta in due trecce che scendevano dritte fin quasi ai suoi piedi. "Kemper non è riuscito a sconfiggerlo. Si trattava di un drago molto potente."
Alcuni maghi stavano trasportando il corpo dell'angelo nero sconfitto da Ivan, Lucian e Krisonna con l'aiuto di Lepel. Nello scontro Lotus era morto. Il corpo dell'angelo nero era stato posto su una barella galleggiante, e alcuni giovani arcanisti si apprestavano ad analizzarlo.
"Quando potremo nuovamente tornare nei nostri laboratori. I nostri addetti alla sicurezza stanno controllando che non ce ne siano altri in giro. - Riprese il vecchio - Ma perdonatemi, non mi sono presentato: io sono Milos, il responsabile delle difese della Gilda."
Lucian e Krisonna fecero sottilmente notare che avevano sconfitto l'angelo, a costo della vita.
"Meritate senza dubbio una ricompensa, - disse Milos - chiedete a Lobas Derdensku. Quel mago dall'aspetto cupo che si trova laggiù. Lui è il sovrintendente arcano."

Il gruppo si fece strada attraverso la folla. C'erano persone di tutti i tipi, perlopiù maghi e arcanisti, che raccolti in piccoli gruppi discutevano sulla situazione, sul perché dell'attacco, sul significato di quello che stava accadendo. Lobas stava scrutando cinque sfere di cristallo fluttuanti, all'interno delle quali si intravedevano scene dalla superficie: il campo dei mercenari distrutto dalle fiamme, le mura cittadine in parte sfondate dai colpi del drago, i feriti che affollavano l'ospedale militare nella rocca.
"Di cosa avete bisogno?" Lobas parlò con voce rauca e profonda. Si voltò. Il suo aspetto era quello di un essere antico e sapiente. Gli occhi erano profondi come due crateri di vulcano, la pelle marmorea e rugosa. Vestiva abiti nobili da arcimago.
Gli avventurieri si presentarono. Stringendogli la mano la sentirono fredda come la roccia.
"Ma certo, - disse, non appena gli spiegarono di aver difeso con ardore la torre della Gilda - avete senza dubbio diritto ad una ricompensa. Parlerò con Milos e con i nostri bottegai."

Lucian e Krisonna rivolsero numerose domande a Lobas. Il mago spiegò loro di come fosse preoccupato per quanto stava accadendo, e i due lo misero al corrente delle loro scoperte. Lobas prese le difese della chiesa di Sinth, che non poteva certo rinunciare ai suoi legami diplomatici e politici per dichiarare guerra ad una non identificata minaccia. Ancora una volta il dovere di salvare la città sarebbe spettato a degli avventurieri.
"E' lo Zeist, - disse Lobas - lo Zeist è la legge dell'universo alla quale nessuno può sfuggire... è l'inevitabilità, il destino, la regola che fa scorrere il tempo e ruotare i pianeti. Chi può prevedere dove lo Zeist vi porterà? Quello che so è che il destino di Thesis è nelle vostre mani."
Fece una lunga pausa, i suoi occhi si persero nel vuoto. Ivan sbadigliò.
"Milioni di anni fa, c'era un multiverso rigoglioso dove le divinità vivevano in simbiosi con i mortali, traendone potere e govenandone i destini. Poi si narra di un mortale... un potentissimo mortale... che osò sfidare gli dei. Lo Zeist lo favorì. Sfidò e distrusse un dio malvagio e ne conquistò i poteri. Non soddisfatto proseguì nella sua crociata distruggendo tutte le divinità del male una dopo l'altra. Quando anche l'ultima fu caduta... il suo cuore era così denso di malvagità e di potere oscuro che voltò la sua arma contro tutte le altre divinità. Divenne un dio supremo, ma la sua avidità non si fermò, e in men che non si dica si fuse con il suo intero piano di esistenza. E continuò, divorando multiversi. Finché negli spazi eterni dell'infinito non incontrò altre essenze come lui: i Terrori Ancestrali. Essi sono cinque, pura energia oscura, un concentrato di tutte le paure esistenti, immoti e onnipotenti.
Quando i nostri saggi si accorsero che quelle forze ataviche stavano per raggiungere il nostro multiverso, i più potenti incantatori esistenti officiarono un terribile rituale magico che spezzò l'universo in due parti: il Nephandum da una parte, i reami degli progenitori ancestrali dall'altra. Nel mezzo, si generò Thesis. Una sola divinità decise di rimanere e vegliare affinché tra i terrori ancestrali e il multiverso restasse per sempre lo spazio di una dimensione: Sinth, la dea madre."
Lobas mostrò un anello, che teneva al dito. L'anello di Sinth.
"La maggior parte delle persone che vive su Thesis ignora queste cose. Addirittura la maggior parte dei sapienti ne è all'oscuro. Ma io ho voluto che voi sapeste, affinché foste consapevoli di cosa c'è in gioco."

dicembre 21, 2006

4.01 - La torre, il mago, l'angelo e il drago

Passare le giornate in taverna quando si ha una grossa responsabilità dietro la schiena non è esattamente una cosa da eroi. Questo doveva essere passato in mente a Ivan, Lucian, Krisonna e al nuovo membro del gruppo, il giovane ladro Lotus. Ma con Antallen impegnato nei festeggiamenti della Sagra del Castagnaccio Ducale e Azalorn partito per chissà quale avventura in solitario, i tre non si sentivano in grado di affrontare la missione che li attendeva: portare il Teschio Cremisi e l'elsa della lama di Melpheron presso la torre della Gilda Arcana di Keremish. Dal punto di vista della distanza si trattava di un tragitto di portata risibile. Il problema era che il Teschio Cremisi, non appena mosso dalle protezioni magiche, tendeva ad avvertire della sua presenza ogni forma di vita vagamente affine al Signore del Sangue.
Lotus sembrava tranquillo, nonostante sedesse a tavola con degli avventurieri molto più esperti di lui. Al tavolo lì vicino sedevano un signorotto pancione vestito in maniera eccessivamente opulenta ed una guerriera silenziosa dall'aria sicura. Un soldato della Guardia Cittadina affiggeva un annuncio che avverte i cittadini di stare alla larga dalle rose scarlatte fiorite ovunque in città, in quanto carnivore. Krisonna decise di attaccare bottone col nobile del tavolo a fianco. Il suo nome era Guasco de Borgognoni, un ricco mercante che si trovava in città per affari con il Duca. La ragazza era una mercenaria di nome Piria. Lei continuava a mangiare la sua braciola imporchettata con fagioli, lui non la piantò di darsi arie. Proprio quando il gruppo sembrava sul punto di non poterne più, Guasco chiese loro di scortarlo e di proteggerlo durante le sue transazioni economiche, tra due giorni. La ricompensa, mille falchi d'oro a testa, convinse gli avventurieri ad accettare.
Nel contempo decisero di sbrigarsi a risolvere questa questione del Teschio Cremisi. Si diressero quindi, dopo aver salutato Guasco e Piria, alla torre della Gilda Arcana.

Il primo piano della torre era adibito a negozio di magia. La Gilda Arcana produceva numerosi oggetti magici, in parte come conseguenza delle sue ricerche, in parte per finanziarle, e li metteva a disposizione degli avventurieri, gli unici a potersi permettere i costi di tali pezzi di equipaggiamento. Alcuni golem guardiani si aggiravano per gli scaffali mettendo in ordine gli articoli. Gli avventurieri cercarono Kemper, il mago al quale Bree aveva consigliato di rivolgersi. Kemper era lì, un vecchietto sulla sessantina vestito di rosso, con barba e capelli molto ben curati. Purtroppo non ebbero tempo di parlare con lui perché un paio di uomini dell'Ordine del Teschio Cremisi pretesero di parlargli. Kemper invitò gli avventurieri a portargli l'artefatto direttamente nello studio, al penultimo piano della torre, più tardi.
Tornarono non appena recuperata la gemma scarlatta dal tempio, e trovarono Kemper nel suo studio, intento a raccapezzare qualcosa tra fogli di pergamena e vecchi libri polverosi. Il mago li fece entrare ed ascoltò la loro storia. Lumino, il famiglio spiritello di Kemper, portava al suo padrone i tomi di cui aveva bisogno per le spiegazioni e dopo che il vecchio incantatore li aveva utilizzati li riportava a posto ronzando con le sue ali da scarabeo.
"Si tratta di un artefatto molto potente - disse Kemper a riguardo della gemma - e il suo potere si rivelerà solo quando la spada sarà completa, con fodero e lama."
"Il fodero è andato distrutto." Fece notare Lucian.
"Può essere ricostruito... anche se non è semplice. Ma d'altro canto non è semplice nemmeno recuperare i pezzi esistenti, anche se decisamente più economico. Su questo vecchio libro è scritto che la lama è custodita all'interno di un edificio votivo che prende forma spontaneamente ogni volta che l'avvento di Melpheron è vicino. E' chiamato La Cattedrale di Lame e l'ultima volta è stata avvistata a sud, oltre il mare, un edificio di metallo e pietra tagliente che odora di morte lontano un miglio..."
"E riguardo al fodero, cosa possiamo fare?" Domandò Krisonna.
"Il processo per la creazione di una lama del genere è terribilmente pericoloso e richiede incantesimi al di sopra della mia portata. - Rispose placido l'arcanista, facendosi passare da Lumino un altro grosso libro - Ma c'è bisogno della lama completa affinché si possa sfruttare la gemma, quindi chiunque brami il Teschio Cremisi cercherà sicuramente di ricreare un nuovo fodero per la spada."
"E poi, la spada che poteri ha?"
"La spada... è un oggetto spaventoso e malefico. Questa gemma è come un seme, all'interno del quale dorme una personalità astuta e terrificante, una intelligenza dei tempi antichi, che brama solo di servire il suo padrone. Auguratevi che nessuno mai riesca a ricomporre questo oggetto."
Qualcuno bussò alla porta. Era Lepel, la piccola guardiana del cimitero.

La ragazzina (era veramente una ragazzina?) veniva per chiedere consiglio a Kemper riguardo alcuni strani rituali che erano stati officiati in una delle catacombe del suo cimitero, evocando strani nonmorti e aprendo passaggi dimensionali quando sembrava che fosse impossibile farlo.
Purtroppo Kemper aveva appena iniziato a spiegare cosa poteva essere successo, che d'improvviso la torre iniziò a ruotare.
"Cos'è successo? - Borbottò il mago - Non ho attivato il meccanismo di movimento!"
Poi si diresse verso la parete ed esaminò con cura i simboli magici.
"Un allarme! Qualcosa di grosso e malvagio sta puntando verso la torre!"
Gli avventurieri si precipitarono alla finestra.
Stagliato contro le nubi nere era quasi impossibile riuscire a distinguere cosa fosse, ma Kemper consigliò di utilizzare il suo telescopio, e Lucian si rese conto con terrore che un grosso drago cavalcato da una creatura in armatura si stava avvicinando a velocità inaudita.
Kemper suonò l'allarme e ordinò a tutti i maghi di rifugiarsi nei livelli sotterranei.
"Attiverò il mio clone! - Disse - Se morirò, lui prenderà il mio posto."
Gli avventurieri non credevano ai propri occhi. C'era un clone esatto di Kemper nel suo armadio. Meraviglie della magia, peccato non avere il tempo di contemplarle.
Il drago aveva scaglie perlacee che rilucevano sotto il bagliore pallido del sole velato dalle nuvole invernali. Sul ventre, sulle ali e alle estremità di ogni escrescenza il colore mutava in rosso ruggine. Vomitò un fiume di liquido incandescente sul campo dei mercenari, incendiando tende e persone, poi superò le mura della città bersagliato da frecce e dardi che sembravano non scalfirlo nemmeno. Dallo studio di Kemper si udì un tonfo metallico che proveniva dal tetto della torre: il drago aveva depositato il cavaliere in cima all'edificio.
"Voi pensate al cavaliere, io mi occuperò del drago!" Ordinò Kemper, e volò fuori dalla finestra.

Gli avventurieri si precipitarono su per le scale. Ma il cavaliere, qualsiasi cosa fosse, era divenuto invisibile e attaccò Ivan di sorpresa. Lucian lanciò della polvere magica sull'avversario per farlo riapparire, ed ecco che la creatura si mostro in tutto il suo stupendo terrore: un angelo oscuro!
Avvolgendo e poi spalancando le sue terribili ali nere scagliò una raffica di frecce che sfregiò terribilmente i suoi nemici, in particolar modo Lotus.
Lepel capì immediatamente che doveva provvedere a curare le ferite dei combattenti prima che morissero sotto i colpi letali dell'angelo. L'essere occupava l'intero corridoio e sferzava con le sue ali taglienti sia Ivan che Lucian, mentre Krisonna lo tempestava di dardi incantati. Ma le armi sembravano aver poco effetto su di lui, e la sua capacità rigenerante era troppo efficiente. Lotus commise un errore di troppo, si sporse oltre il muro e scaglò sul mostro una freccia. Una nuova esplosione di frecce taglienti lo inchiodò letteralmente al muro squartandone le carni a morte.
Lucian volò oltre l'angelo per fiancheggiarlo, mentre Lepel lanciò qualche magia per rendere le spade dei due guerrieri più efficaci. Purtroppo l'ennesimo colpo di artiglio costrinse Ivan a ritirarsi. La piccola guardiana del cimitero creò immediatamente un Muro di Forza per impedire all'angelo di accanirsi sull'avversario ferito, quindi ne generò un secondo dalla parte opposta, impedendo che si rivolgesse contro Lucian. Il gruppo ebbe solo una manciata di secondi per ingurgitare pozioni di cura prima di scoprire che l'angelo era in grado di teletrasportarsi fuori dalla prigione magica. Attaccò con furia Ivan, che però nel frattempo aveva ripreso le forze. Dopo alcuni feroci colpi l'angelo cadde a terra privo di vita.

Lotus era morto, i tre rimasti erano stremati, Lepel respirava a fatica per il fiatone.
E c'era ancora un drago da abbattere.

dicembre 06, 2006

3.08 - Scontro alle porte della Cattedrale

Krisonna esplode numerose palle di fuoco sui nemici prima ancora che questi possano avvicinarsi.
Attaccata su più fronti, la prima a doversi ritirare è Serina, la maga dai lineamenti evanescenti alleata di Vanagard. Ma Wolth, il picchiatore del gruppo avversario, sembra essere decisamente al di sopra delle possibilità del gruppo. Completamente coperto da un'armatura fregiata di rune che pulsano energia arcana e alto quasi tre metri, il combattente corazzato si scaglia contro gli avversari abbattendo su di loro pugni feroci.
Un avventuriero si unisce alla battaglia capendo che i buoni stanno per avere la peggio, e Wolth rivolge la sua furia su di lui fino a schiacciarlo a morte contro i marmi del pavimento sacrario. Nel frattempo Azalorn fa fuoco a ripetizione contro Vanagard tentando di ferirlo il più possibile prima che lo spadaccino si avvicini. Purtroppo i movimenti del cacciatore di cristalli sono veloci come teletrasporti ed in un attimo Azalorn si trova a confrontarsi contro di lui e contro il suo terribile stocco danzante.
Kraag sembra essere il più vulnerabile degli avversari, dopo Serina. Lucian decide di attaccarlo per impedirgli di fare ulteriore uso della sua terribile balestra e coprire così la ritirata di Krisonna. La maga ha con se il Teschio Cremisi che Vanagard sta cercando, ma il cacciatore non conosce esattamente chi lo porta nello zaino.
Ivan, che dopo aver subito diversi colpi da Wolth è gravemente ferito, cerca riparo tra la folla. Ma il gigante in armatura non gli dà scampo e sollevata una statua la scaglia sulla gente massacrando numerosi innocenti. Ivan però si salva e riesce a ingurgitare qualche pozione.
Quando i paladini del tempio sembrano sul punto di irrompere Wolth sradica un'altra gigantesca statua di marmo dai bordi della scalinata e la getta contro la porta della cattedrale, bloccando il passaggio. Serina compare di nuovo sul campo di battaglia, completamente curata. Vanagard le grida di individuare la pietra che stanno cercando.
Un ladro, notando la confusione, si avvicina a Krisonna e dopo aver dato uno sguardo veloce alla situazione capisce chi sono gli assassini. Scoccando frecce contro Kraag lo indebolisce fino ad ucciderlo. Lucian si appropria della spada magica dell'avversario caduto e si allontana volando. La arcanista intanto si nasconde in un buco dimensionale per evitare che Serina individui il potente cristallo che porta nello zaino.
Sopraggiungono le guardie cittadine e l'ordine del Teschio Cremisi. Il cacciatore di cristalli capisce che è il momento di fuggire. Wolth afferra il corpo di Kraag, quindi i tre sopravvissuti scompaiono senza lasciare traccia. La piazza attorno alla scalinata del tempio è piena di macerie e corpi straziati di cittadini capitati per caso nel mezzo del combattimento.
Gli ufficiali del Teschio Cremisi si avvicinano al tempio e esprimono il loro rammarico per quanto è accaduto in presenza della Custode del Culto e offrono dei soldi per la ricostruzione di quanto distrutto. Lucian non vuole essere da meno e anche lui offre delle gemme al tempio. Ma la cosa di cui tutti gli avventurieri sono stupiti è la presenza, vicino a Zark e Tytir, di Teg Meine. L'ufficiale doveva essere morto nell'assalto al covo dei Pugnali di Cristallo. Invece è vivo e vegeto grazie alle sue capacità rigeneranti.
Bree offre nuovamente agli avventurieri delle stanze dove potersi curare delle ferite subite.